In Italia l’età più bassa di accesso all’alcol

9 milioni a rischio; il 50% delle donne beve in gravidanza, un under 15 su 5 consuma alcolici, il 46% delle morti per incidenti stradali di 15-24enni dovuta all’alcol
di Laura Roxana Neamtu - 23 Ottobre 2008

L’Italia al primo posto per l’età più bassa di accesso all’alcol. Italiani a “rischio alcol” secondo i dati presentati nella prima Conferenza Nazionale sull’alcol.

9 milioni di italiani sono a “rischio alcol”; il 50 % delle donne continua a bere in gravidanza, un under 15 su 5 consuma alcolici – dato che colloca l’Italia al primo posto in Europa per l’età più bassa di accesso all’alcol, il 46% delle morti in seguito ad incidenti stradali dei giovani di età compresa tra 15- 24 anni è dovuta all’alcol. Questi sono i dati illustrati nella prima Conferenza Nazionale sull’alcol “Più salute, meno rischi. Costruire alleanze per il benessere e la sicurezza”, svoltasi a Roma il 20 e il 21 ottobre 2008, presso il Centro Congressi del Grand Hotel Parco dei Principi.

Promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in collaborazione con la Consulta nazionale sull’alcol e sui problemi alcol correlati, l’evento ha visto la partecipazione di numerose associazioni, rappresentanti del mondo scientifico e istituzionale, a livello locale, nazionale ed internazionale. Numerosi i temi affrontati : la questione della pubblicità degli alcolici, le campagne educazionali, gli incidenti sul lavoro correlati all’alcol, l’analisi sui nuovi fenomeni del consumo in Italia, i metodi adottati dagli altri paesi europei per combattere il fenomeno, le politiche di controllo riguardo alla promozione e la vendita delle bevande alcoliche.

Fresco Market
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Simili le posizioni delle personalità pubbliche intervenute: il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio insiste sul cambiamento avvenuto nella società italiana riguardo al consumo degli alcolici: non più un consumo moderato durante i pasti, caratteristico della cultura italiana ma abuso di superalcolici in contesti diversi ( la sera in discoteca per il desiderio di “sballarsi”). Va quindi distinto tra “l’alcol buono- il bicchiere di vino usato a pranzo e a cena – e l’alcol non buono”. Stessa posizione del ministro della Gioventù Giorgia Meloni , che individua il problema dei giovani di non considerare l’alcol un fattore di rischio “ Fatichiamo a vedere l’alcol come un problema, come ormai si fa per fumo o droghe. E i giovani lo vedono come fonte di benessere, non come un fattore di rischio. Il problema è combattere quella immagine troppo positiva di utilizzo dell’alcol per superare i propri limiti, per conquistare una ragazza”.

Occorre perciò attuare della campagne educative più incisive. A questo scopo è stato messo a punto il progetto del videogioco “ al contrario”: nelle scuole superiori saranno distribuiti 10 mila cd rom contenenti un videogioco il cui vincono coloro che rispettano maggiormente il codice della strada. Un altro progetto messo a punto dal Ministero della Gioventù riguarda il problema della guida sotto effetto dell’alcol: “visto che- come ci spiega il ministro Meloni- spesso ci si trova di fronte al problema di non sapere che far guidare quando non si in condizioni di farlo perché sotto effetto dell’alcol abbiamo pensato di realizzare un servizio per cui basterà chiamare un numero verde e tre volontari verranno in soccorso e lo accompagneranno a casa: uno per guidare la macchina al posto del chiamante fino a casa, l’altro per assistere il “bevitore”, il terzo per guidare l’auto con cui sono accorsi i tre. Abbiamo preso spunto da un’analoga esperienza in Canada – ha spiegato Meloni – e vogliamo allestire questo progetto con il concorso delle associazioni di volontariato e degli enti locali.”


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