Inaugurato presidio di primo soccorso alla stazione Anagnina

Con il progetto "Atac-Aid" il pronto soccorso arriva nella metropolitana
di Maria Giovanna Tarullo - 7 Novembre 2012

Un presidio di primo soccorso interamente gratuito per assistere passeggeri e dipendenti. Questo il nuovo servizio attivato da Atac, in collaborazione con i "Volontari del Primo Soccorso Metropolitano Onlus", in via sperimentale attivo dal lunedì al venerdì nelle due fasce orarie con maggior affluenza di passeggei dalle 6:30 alle 9:30 e dalle 17 alle 20. 

Un’attività insolita per l’azienda per la mobilità romana che ha espresso il desiderio di prendersi cura dei suoi utenti, mobilitandosi per la ricerca di luoghi idonei, come richiedono le severe norme in materia, accorpando tutti i volontari in una onlus, e affrontato la rigorosa procedura burocratica per ottenere tutti i permessi. E la scelta è ricaduta sulla stazione della linea A Anagnina risultata come uno dei punti di maggior transito, dopo il nodo di Termini.

Non solo questa, forse, la motivazione per cui è stato posizionato un presidio di primo soccorso all’interno della stazione Anagnina, proprio nel luogo due anni fa venne aggredita mortalmente a seguito di una lite con un passante l’infermiera Maricica Hahaianu. 

Ad inaugurare, martedì 6 novembre 2012, la postazione l’ad di Atac Roberto Diacetti e l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma. «Anagnina – ha spiegato Aurigemma – è una stazione che registra più di 9 milioni di passeggeri l’anno. La disponibilità che l’azienda ha dato nel trovare dei locali e creare un’infrastruttura di primo soccorso è un servizio aggiuntivo. L’amministrazione di Roma Capitale è disponibile a reperire strutture idonee in altre stazioni della città. Stiamo verificando la disponibilità di altri siti, soprattutto nelle stazioni ad alto transito». 

“Questa iniziativa è una chiara applicazione di quel principio di sussidiarietà di cui tanto si parla – ha dichiarato Diacetti –  ma che si fatica a tradurre in atti e, quindi, in servizi. In un momento di risorse scarse per i servizi pubblici locali, iniziative come questa credo indichino una direzione strategica verso la quale tutte le varie istituzioni dovranno indirizzarsi. A noi piace pensare che siamo stati fra i primi a tentare un esperimento così ardito per un’azienda di trasporto. 

Detto ciò, è doveroso premettere che Atac non può certo, né vuole, sostituirsi alle istituzioni sanitarie – continua l’ad Atac- che hanno il compito di garantire la salute dei cittadini. Noi ci siamo limitati ad attivare un circolo virtuoso che ha coinvolto l’azienda e tanti volontari. Insieme siamo riusciti a creare un servizio che non c’era e che non costerà un euro di tasse ai cittadini e che speriamo possa svilupparsi anche in futuro”.

 

 


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