Incontro per l’ambiente alla Casa delle Culture

Presentato il programma Verso un Futuro Plastica Free
Aldo Zaino - 7 Ottobre 2019
Abitare A Settembre 2019

Interessante incontro con Legambiente presso la “Casa delle Culture  e delle Generazioni” l’Associazione di via Isidoro di Carace

All’evento organizzato da Mauro Caliste, hanno partecipato un centinaio di persone in maggior parte soci del Circolo nel V Municipio di Roma Capitale.

I relatori L. Ventura della Direzione Nazionale Legambiente, Fabio Brandoni Presidente Legambiente “Circolo Si può fare” i quali hanno presentato il programma Verso Un Futuro Plastica Free.

Importante per questo incontro la decisione di Giorgio Bartolini Presidente della “Casa delle Culture e delle Generazioni” che ha offerto la disponibilità di utilizzare una delle sale della sede dell’Associazione.

Mauro Caliste che per l’occasione ha svolto le mansioni di conduttore, dopo aver salutato tutti presenti e presentato i rappresentanti di Legambiente, ha passato la parola al padrone di casa Giorgio Bartolini, il quale conoscendo bene il senso dell’incontro ha riferito ai presenti: in questo Circolo da qualche tempo stiamo sensibilizzando tutti i soci a comportarsi a casa come in questa sede, il presidente Bartolini ha aggiunto: noi da qualche tempo utilizziamo solo vetro, piatti bicchieri ecc , prodotti di bioplastiche a minore impatto ambientale, create dalla trasformazione dei polimeri derivati dal mais e altre specie vegetali.

Dopo di che Fabio Brandoni e Luciano Ventura aiutati anche con dei filmati, hanno spiegato il pericolo della plastica e di altri prodotti non ben riciclati, dobbiamo assolutamente a invertire la rotta e cioè di farne meno uso per non mettere ancora in crisi il medio sistema.

I due responsabili di Legambiente hanno riferito ai presenti:  La nostra è la più grande Associazione ambientalista  d’Italia, opera per la tutela e la violazione dell’Ambiente. È un Onlus (Organizzazione non lucrativa di unità sociale) Una Ong (organizzazione non governativa ) e un Aps (associazione di prevenzione sociale) E’ conosciuta del Ministero dell’Ambiente e per  tutela nel territorio e del Mare cobìn Ass. d’interesse ambientale conta circa 115.000 soci e sostenitori , 1000 Gruppi sociali, più di 3.000 classi che partecipano ai programmi di educazioni ambientali. 1000 i giovani che partecipano ai nostri campi di volontariato, circa 60 aree naturali gestite direttamete e in collaborazione con altre realtà locali.

La nostra – hanno aggiunto i due incaricati di Legambiente – è una missione, stiamo cercando di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini a promuovere azioni per la difesa dell’ambiente, e la qualità della vita. Si batte contro l’inquinamento e i mutamenti climatici, incoraggia consumi e stili di vita, sostenibile, svolge ricerche scientifiche sostenibili sul rapporto tra ambiente e inquinamento, agiste localmente e pensa globalmente, sostiene un’economia civile che abbia al centro le reciprocità, le virtù civiche, la pubblica felicità, i beni comuni.

I rifiuti in genere, in maggioranza la plastica sono una delle principali minacce agli ecosistemi e rappresentano un rischio crescente per la biodiversità, l’economia e la salute. Più di 8 milioni di tonnellate di rifiuti attraverseranno le acque di tutto il mondo.

I rifiuti plastici, nei giorni nostri, inquinano gran parte degli ambienti naturali. Alcuni studi stimano che negli oceani ci siano fino a 150 tonnellate di plastica e che, se l’andamento della produzione proseguirà nella maniera attuale, la plastica potrebbe raggiungere i 34 miliardi di tonnellate nel 2050 di cui almeno 12 tonnellate costituirebbero rifiuti sparsi in tutti gli ambienti. Queste cifre lasciano intuire quanto sia fondamentale il riciclo degli oggetti di plastica, con lo scopo di arrivare a una radicale diminuzione della produzione di questo materiale. I rifiuti di plastica riciclabili sono tantissimi. Molti dell’uso quotidiano, come le bottiglie di varie bevande, contenitori di alimenti o buste della spesa.

La plastica si degrada in un lasso di tempo molto lungo. Ad esempio, i contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile abbandonati nell’ambiente, impiegano dai 100 ai 1000 anni per essere smaltiti, mentre per oggetti apparentemente più inconsistenti, come le carte telefoniche e i sacchetti, il tempo necessario è almeno di 1000 anni. Ecco perché un corretto smaltimento e l’avvio al riciclo sono così importanti.

Quali sono i rimedi possibili per ridurre l’uso di plastica: ridurre: optare per prodotti con meno imballaggi, borse in stoffa, batterie ricaricabili… riusare: scegliere il vuoto a rendere, il vetro al posto della plastica… riciclare: selezionare i rifiuti, adottare la raccolta differenziata…recuperare: produrre oggetti diversi dalla loro funzione originale, inventare nuovi utilizzi…

L’approvazione della legge che ha imposto il pagamento per l’utilizzo di shopper biodegradabili e compostabili dal 1° Gennaio 2018, secondo le indicazioni della direttiva 2015/720 dell’Unione Europea, è solo un primo passo verso la riduzione dell’uso di plastica da imballaggio. Tuttavia, prima di percepire una reale inversione di tendenza, la strada da percorrere è ancora lunga.

Dopo la lunga spiegazione dei due tecnici si è svolto un lungo dibattito con gli ospiti presenti, ansiosi di saperne di più per la “la spada di Damocle” che ognuno ha poggiato sulla testa, e quasi a scusarsi  perché ogni persona sulla terra  è stata l’artefice di questo disastro … involontariamente certo  per le informazioni errate sul prodotto ma anche perché ancora oggi per la maggior parte nei negozi si trovano articolo in plastica.


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