Intervista a Isabella Rauti first lady del Campidoglio

Insieme al figlio Manfredi ha assistito al primo consiglio del marito Gianni Alemanno
di Sabatina Cuccaro - 27 Maggio 2008

1- Isabella Rauti e Manfredi Alemanno foto scattata durante l’insediamento del nuovo Sindaco. Foto Pietro Bertea/GMT.

Isabella Rauti, moglie del sindaco Gianni Alemanno, era presente con il figlio Manfredi il 26 maggio al primo consiglio comunale in Campidoglio, le abbiamo rivolto alcune domande.

Oggi, c’è stato un cambiamento radicale nella città e sicuramente, eletto suo marito sindaco, c’ è stato un cambiamento nella sua vita personale?

Sicuramente. È una giornata emozionante per me ma è il dato politico quello che più conta, al di là del dato personale. È evidente che la città ha deciso di cambiare, e lo ha fatto con determinazione. Lo scarto di voti ha indicato una rivoluzione profonda e verticale.

Al di là dell’emozione, come sta vivendo questa giornata?

Con partecipazione. È la prima volta che seguo il Consiglio, sto cercando di capire i meccanismi e di entrare in merito alle questioni.

È stata una campagna elettorale dura.

Molto bella, però.

Una vittoria insperata?

Una vittoria con questi numeri era inaspettata.

Ci sono state diverse first lady a Roma: da protagoniste a discrete. Lei come sarà?

Io penso che ognuno ha il suo stile. Io faccio politica da quando avevo 14 anni, come mio marito. Noi siamo una coppia politica, credo che il segno nostro possa essere solo questo.

Cosa pensa del fatto che ci siano poche donne nel Consiglio Comunale?

Mi dispiace che ci siano poche donne nelle Istituzioni in genere. C’è un grave problema di sottorappresentanza femminile che attiene a tutte le istituzioni politiche,così come ai luoghi della decisione economica e alle posizioni apicali, anche nelle posizioni di carriera.

Una domanda sull’attualità: cosa risponde alle critiche su un sentimento di razzismo e xenofobia che la destra starebbe fomentando?

Penso che bisogna essere molto equilibrati su questi temi: non alimentare allarmismi, ma non abbassare la guardia lì dove si manifestano sentimenti di intolleranza che vanno comunque condannati.


Dicci cosa ne pensi per primo.

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