La Asl annuncia la chiusura del Poliambulatorio di via San Tommaso d’Aquino

Dal 1 gennaio i servizi sanitari verranno ridistribuiti in tre strutture diverse:l’Ospedale Oftalmico, il Lungotevere della Vittoria e via Fornovo
di Federico Ridolfi - 19 Ottobre 2012

Il Poliambulatorio di via San Tommaso d’Aquino chiuderà il prossimo 31 dicembre; questo l’annuncio della Direzione Generale dall’ASL Roma che sta generando numerose polemiche nel Municipio XVII. La decisione della ASL, che i vertici dello stesso ente sanitario ascrivono all’aumento del canone locativo imposto dal proprietario della struttura e alla necessità di razionalizzare i costi del servizio offerto, vede la netta opposizione dei rappresentanti sindacali, dei dirigenti del distretto dell’Asl RM E e delle forze politiche di Centrosinistra presenti in Municipio.

A livello politico, la prima reazione è stata quella di Giovanni Barbera, Presidente del Consiglio del XVII Municipio. L’esponente del Prc- FdS ha sottolineato che la chiusura del Poliambulatorio di via San Tommaso d’Aquino “è , nella sostanza, una vera e propria riduzione dei servizi per il territorio. Una soluzione, questa, che priverà una zona molto popolosa, che va ben oltre il quartiere Trionfale, di alcuni servizi sanitari fondamentali per la cittadinanza”.

Anche la Presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti, ha manifestato la propria contrarietà alla chiusura e ha sollecitato la ASL a fare immediata chiarezza sulla ridistribuzione dei servizi che verranno presto a mancare nel quartiere. “Il 31 dicembre prossimo chiude il Poliambulatorio di via San Tommaso D’Aquino. Si smantella la struttura ma ancora non è chiaro quale sia il piano per la ridislocazione dei servizi sanitari. La cosa certa è che verranno ridistribuiti in almeno tre strutture diverse: l’Ospedale Oftalmico, il Lungotevere della Vittoria e via Fornovo. Ma come si riposizioneranno i servizi stessi all’interno delle singole strutture ancora non è chiaro.

Capisco le esigenze – continua Antonella De Giusti -“della spending review, la necessità di analizzare la spesa e ridurre gli sprechi, ma non è questo ‘tecnicamente’ il modo. Un’operazione così grossa, come spostare i
servizi di un poliambulatorio non può essere condotta quasi improvvisando, e comunque con i tempi ridotti all’emergenza. I comitati e i cittadini del Trionfale sono giustamente in allarme e hanno già raccolto centinaia di firme. Esprimono un disagio reale e timori tutt’altro che infondati. Questa chiusura avviene al buio e senza un progetto di effettiva razionalizzazione dell’offerta sanitaria”. 


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