La meglio gioventù scende in piazza

Sabato 26 maggio 2012 manifestazione nazionale del comitato "Il nostro tempo è adesso"
Enzo Luciani - 18 Maggio 2012

“Per noi la precarietà è il messaggio che da vent’anni una classe dirigente ci trasmette: andatevene. Noi vogliamo restare, cambiare le nostre vite e dare un presente al nostro Paese!”

Questo l’eloquente slogan lanciato dal comitato "Il nostro tempo è adesso" pronto a scendere in piazza a Roma sabato 26 maggio 2012 per una grande manifestazione nazionale con l’obiettivo di unire due generazione, la meglio gioventù di oggi e quella di ieri, nella difesa dei diritti e nella lotta contro la precarietà, che non è solo un’emergenza del mercato del lavoro, ma il più grande attacco alla democrazia italiana degli ultimi decenni.

"Questo perchè mentre le borse cadono e lo spread vola nessuno tiene conto di una generazione senza volto – è quanto dichiara in una nota il movimento- di cui nessuno sembra ascoltare i reali bisogni, continuando ad essere indifferenti riguardo al dato in continua crescita della disoccupazione giovanile ormai oltre il 34%.  A questa situazione di malessere il Governo risponde con le politiche di austerità, le stesse che hanno causato la crisi economica  – continuano i ragazzi de "il nostro tempo è adesso" – e con una riforma del mercato del lavoro che lascia intatta la giungla delle 46 forme contrattuali, non estende gli ammortizzatori sociali, scarica l’aumento del costo dei contratti a progetto sulle buste paga dei collaboratori e lascia fuori buona parte dei lavoratori con contratti atipici. 

Semplici e chiare le richieste avanzate dalla "meglio gioventù": un modello di welfare universale; l’istituzione anche nel nostro paese di un reddito minimo fatto di sussidi e servizi; un contratto stabile per il lavoro stabile e che i diritti fondamentali siano estesi a tutte le forme di lavoro: l’equo compenso, il diritto universale alla maternità/paternità e alla malattia, i diritti sindacali, il diritto ad una pensione dignitosa, la continuità di reddito nei periodi di non lavoro, la formazione continua.


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