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La stangata dell’Istat si abbatte sugli affitti: a Roma rincari da 500 euro all’anno per le famiglie

Lo studio di idealista sul caro-affitti a Roma. Colpiti i contratti a canone libero con formula "4+4"

Non c’è pace per il bilancio delle famiglie romane in affitto. Oltre al carovita e alle bollette, a pesare sulle tasche dei coinquilini della Capitale arriva adesso l’adeguamento dei canoni di locazione legato all’inflazione.

Secondo le simulazioni elaborate dall’Ufficio Studi di idealista, chi ha in scadenza la revisione annuale del proprio contratto di locazione nel mese di giugno andrà incontro a una vera e propria stangata invisibile: un aumento medio di 41 euro al mese, che a fine anno si tradurrà in un esborso extra di ben 492 euro.

La causa di questa impennata è la rivalutazione monetaria basata sull’indice FOI (l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) calcolato dall’Istat, che nell’ultimo aggiornamento annuale ha registrato una crescita del 2,9%. Una percentuale apparentemente minima, ma capace di erodere sensibilmente il potere d’acquisto dei cittadini.

Chi rischia l’aumento: la formula “4+4” nel mirino

La scure dei rincari non colpisce tutti gli inquilini allo stesso modo, ma si abbatte principalmente su una fetta specifica del mercato dei contratti a canone libero.

L’adeguamento annuale Istat al 100% dell’indice FOI è infatti una clausola standard applicata quasi sistematicamente nei contratti di locazione di lunga durata, come la classica formula “4+4”.

Restano invece parzialmente salvaguardati tutti quei proprietari e inquilini che hanno optato per il regime della cedolare secca, una scelta fiscale che per legge congela il canone mensile vietando qualsiasi tipo di aggiornamento, anche a fronte di un’inflazione galoppante.

Il confronto nazionale: Roma nella morsa delle grandi città

Il fenomeno del caro-affitti spinto dall’inflazione investe l’intero territorio nazionale, ma si concentra con violenza drammatica nelle grandi aree metropolitane.

Se la media nazionale per l’affitto di un trilocale è passata in un anno da 980 a 1.009 euro al mese (con un aggravio complessivo di 348 euro annui per le famiglie italiane), la situazione nelle principali città d’arte e di studio è ancora più critica.

Milano si conferma la maglia nera d’Italia e la città più inaccessibile per i fuori sede e le giovani coppie: nel capoluogo lombardo la rivalutazione dell’indice Istat si traduce in un aumento record di ben 57 euro in più al mese, pari a una stangata annuale da 684 euro.

Subito dopo si posiziona Firenze, dove l’adeguamento mensile costerà alle famiglie 42 euro in più al mese (pari a un rincaro annuo di 504 euro).

Roma si colloca un gradino sotto la città toscana, tallonandola da vicino in un contesto urbano dove trovare un appartamento dignitoso a canone accessibile era già un’impresa titanica prima della fiammata inflazionistica.

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