Municipi:

Lago di Albano al collasso, il livello dell’acqua crolla di oltre un metro: “È una corsa contro il tempo”

Le richieste dei Comuni: “Vogliamo un cronoprogramma”

Drastico abbassamento del livello del lago di Albano, in provincia di Roma. Il lago continua a ritirarsi, centimetro dopo centimetro.

Non servono solo le immagini che, scattate a distanza di pochi mesi, mostrano rive sempre più scoperte e pontili ormai sospesi nel vuoto.

A certificarlo, impietosamente, sono anche i numeri registrati dal teleidrometro installato dall’Aubac — l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale — che monitora con precisione millimetrica l’andamento del principale lago dei Castelli Romani.

Negli ultimi quindici mesi la perdita è stata drammatica: dal 12 settembre 2024 al 9 dicembre 2025 il livello è sceso da 2,66 a 1,49 metri, con un calo netto di 117 centimetri. Un dato che trasforma in allarme quello che fino a poco tempo fa era considerato un campanello di preoccupazione.

“Serve una corsa contro il tempo”

«Per salvare il lago ormai serve una corsa contro il tempo», avverte Giancarlo Della Monica, portavoce di Grottaferrata Sostenibile.

Esattamente un anno fa, il 10 dicembre 2024, al tavolo tecnico coordinato da Aubac — cui partecipano anche Acea e Regione Lazio — erano stati presentati 26 provvedimenti per arginare il declino dei laghi di Albano e Nemi. Un piano articolato, costruito su più fronti.

Il piano: riportare acqua, ridurre i prelievi, recuperare risorse

Le misure proposte prevedono:

Aumento degli apporti naturali

  • Canalizzazione delle acque di ruscellamento, ossia la pioggia che scorre nei comuni attorno ai laghi.

  • Sblocco e manutenzione dei fossi ostruiti, capaci di convogliare nuove risorse idriche.

Riduzione dei prelievi dai pozzi

  • Creazione di invasi e serbatoi di accumulo più strategici.

  • Riutilizzo delle acque reflue depurate.

  • Rimodulazione dei prelievi, spostandoli dai pozzi più impattanti a quelli in zone meno critiche.

Secondo Aubac, i 26 interventi permetterebbero di recuperare oltre 365 litri al secondo, una quantità doppia rispetto al fabbisogno necessario per salvare il sistema lacustre dei Colli Albani.

Tempi, costi e fondi ancora fermi

Il piano, nelle intenzioni, potrebbe essere finanziato tramite i fondi europei FSC 2021-2027. Una volta ottenute le risorse, servirebbero almeno 24 mesi per completare le opere. Ma a oggi, ammette Della Monica, «non sappiamo quali interventi siano stati avviati. La sensazione è che non sia stato fatto nulla, visto che il lago continua a scendere».

Le richieste dei Comuni: “Vogliamo un cronoprogramma”

Anche il Comune di Castel Gandolfo chiede risposte. La scorsa estate il Consiglio comunale ha votato all’unanimità una delibera che sollecita:

  • un cronoprogramma puntuale degli interventi;

  • la sospensione invernale dei pozzi che pescano direttamente nel lago Albano, per favorire la ricarica naturale.

Le richieste torneranno al centro del dibattito il 12 dicembre, durante il convegno “Il lago è vita – strategia e prospettive per tutelare i nostri laghi”, organizzato dal Comune.

Al tavolo, oltre al sindaco Alberto De Angelis, saranno presenti il segretario generale di Aubac Marco Casini, il presidente di Acea Ato2 Marco Salis e il direttore generale di Anbi Massimo Gargano.

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