

Il sindacato punta a un fondo "taglia tasse" da almeno 300 milioni di euro. L'assessore Righini apre al dialogo in Commissione Bilancio
Con la sanità del Lazio che si avvia a superare definitivamente la stagione del piano di rientro, si riapre la partita sulle tasche dei contribuenti.
Al centro del confronto politico-sindacale c’è la tanto discussa maggiorazione dello 0,5% sull’addizionale regionale Irpef: una tassa di “solidarietà” introdotta anni fa per tappare i buchi della sanità regionale e che oggi, secondo la Cgil di Roma e del Lazio, non ha più alcuna ragione di esistere.
L’occasione per chiedere un deciso cambio di rotta fiscale è la discussione sul Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029 e sul prossimo assestamento di bilancio.
In Commissione Bilancio, l’assessore regionale Giancarlo Righini ha annunciato la volontà di irrobustire il fondo “taglia tasse” per avviare una stagione di sgravi nei prossimi anni.
Una mezza apertura che il sindacato ha subito colto per presentare un pacchetto di richieste molto dettagliato.
Secondo la Cgil, le condizioni per alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-bassi ci sono tutte. L’eventuale estinzione del Fondo anticipazioni di liquidità e il superamento definitivo del commissariamento sanitario libererebbero risorse fresche e correnti.
Le proposte del sindacato si articolano su tre pilastri:
Fondo taglia-tasse da 300 milioni: Elevare la dotazione del fondo per allargare la platea delle esenzioni e dei rimborsi sull’addizionale regionale.
Stop alla sovrattassa dello 0,5%: Cancellare l’aliquota extra introdotta per il risanamento sanitario. «Con i conti della sanità finalmente in equilibrio, quella quota va restituita ai cittadini», spiegano dal sindacato.
Reinvestire il “fiscal drag”: L’inflazione ha gonfiato i salari nominali e, di conseguenza, ha generato un gettito extra per le casse regionali stimato in almeno 20 milioni di euro di addizionale Irpef. La Cgil chiede che questo “tesoretto” non previsto venga immediatamente redistribuito.
La piattaforma presentata alla Pisana non si limita alle aliquote Irpef. Per la Cgil, la riduzione delle tasse deve andare di pari passo con il potenziamento dei servizi pubblici, dagli investimenti negli ospedali alle politiche abitative, fino alle risposte per le vertenze industriali del territorio.
Tra le proposte più innovative spicca la richiesta di istituire un fondo di ristoro specifico per i lavoratori esposti alle ondate di calore estremo. Si tratterebbe di un paracadute economico destinato a sostenere il reddito di chi è costretto a sospendere i turni all’aperto nelle ore più calde e che, attualmente, non ha accesso a forme di ammortizzatori sociali o indennità dedicate.
La palla passa ora alla Giunta guidata da Francesco Rocca. Nei prossimi passaggi d’aula sull’assestamento di bilancio si capirà se l’apertura dell’assessore Righini si tradurrà in un reale beneficio in busta paga per centinaia di migliaia di lavoratori e pensionati del Lazio.
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