

I Fatti e i Misfatti di dicembre 2010 (IX) di Mario Relandini
Le pale dell’Annunziata
"I ragazzi scesi in piazza il 15 novembre scorso – ha esternato la giornalista Lucia Annunziata – sono stati molto più bravi di quelli scesi in piazza nel 1977: nel 1977 erano armati anche di pistole, il 15 novembre soltanto di pale".
Beh, certo, Lucia Annunziata, dal suo punto di vista, non ha torto. Andando a manifestare con le pale invece che con le pistole, i ragazzi sono stati molto più bravi perché, in effetti, le pistole possono essere molto più pericolose delle pale. Anche se non va augurata, a Lucia Annunziata come ad un agente delle forze dell’ordine o ad un cittadino di passaggio, una violenta palata in testa che potrebbe ucciderli come un proiettile. E in attesa che gli studenti diventino ancora più bravi scendendo in piazza, tutt’al più, armati dei loro libri di scuola.
Paradosso Manuel
"Manuel De Santis – vanno sostenendo i suoi legali – ha colpito il giovane studente Cristiano, durante la manifestazione di martedi 15 novembre, per evitare che il corteo (dov’era, appunto, anche Cristiano) diventasse brutale".
Giustissimo cercare di evitare, certo, che il corteo studentesco diventasse brutale. Anzi, più brutale. Ma non si era mai sentito, fino ad oggi, che il metodo migliore di persuasione, per invitare tutti alla calma e alla ragione, fosse quello di spaccare la testa, con un casco di moto, ad uno studente di quindici anni.
Quel Babbo Natale di nome Lula da Silva
"Il terrorista pluriomicida Cesare Battisti – secondo il quotidiano brasiliano "O Globo" – tuttora in carcere in attesa di essere estradato, così come richiesto dalla Magistratura italiana, non verrà per niente estradato. Non solo: verrà scarcerato prima di Natale per "ragioni umanitarie" e gli verrà garantito lo "status" di rifugiato politico".
Ma il Supremo Tribunal Federal, l’istanza giuridica più alta del Brasile, non si era pronunciata, circa un anno fa, per l’estradizione del terrorista in Italia? Sì. Solo che il Presidenete Luiz Inacio Lula da Silva, l’istanza istituzionale politica più alta del Brasile, sembra essersi ormai orientato – secondo "O Globo" – esattamente al contrario. E, dunque, orientato a spazzare via con la scopa, come una strega di "favela", la decisione del suo Supremo Tribunal Federal e a indossare, per il "buon" pluriomicida Cesare Battisti, i festosi panni di Babbo Natale. Recando il dono della protezione e dell’asilo politico, nel suo incredibile sacco, accompagnato da un colorato bigliettino con su scritto "libero per ragioni umanitarie". E beh, certo, un terrorista con quattro feroci omicidi nel suo "curriculum" – oltre a qualche altro reato minore commesso qua e là – merita comprensione, benevolenza, sentimenti di profonda umanità. Il Presidente Luiz Inacio Lula da Silva, il cui mandato scadrà a fine mese, avrebbe potuto scegliere, per il suo addio istituzionale, una iniziativa un po’ più nobile. Rispettosa, soprattutto, del dolore di quanti, avendo perso i loro cari per mano del "povero" Cesare Battisti, avevano sperato di non dover perdere, anche, il diritto alla giustizia.
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