Categorie: Ambiente Degrado
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Le piante spontanee sui marciapiedi di Roma e a Colli Aniene

Molti si lamentano dell’incuria del Comune di Roma, che non provvede a tagliare le piante spontanee che crescono sui marciapiedi, nelle aiuole spartitraffico, sui cigli delle strade, un po’ dappertutto, insomma, persino sui tetti, sui muri e lungo i muri. Ed è anche giusto che molti si lamentino, giacché spesso queste piante tolgono visibilità agli automobilisti, oppure obbligano i passanti a scendere dal marciapiede col rischio d’essere investiti dalle macchine.
Però, per me, a dire il vero, tutta questa vegetazione che a primavera sembra impazzire di gioia, non dispiace per niente. Anzi, ad essere sincero, mi piace proprio.

Scrivevo un paio d’anni or sono, e posso ripetere oggi riguardo a Colli Aniene, il quartiere dove abito: “Via Francesco Compagna in questo periodo potrebbe essere chiamata via del cardo, talmente è piena del bel fiore viola, del cardo mariano cresciuto ad altezza d’uomo.
Sul ciglio di alcune strade hanno avuto tempo di fiorire persino degli oleandri. Quanto tempo impiega un seme d’oleandro a diventare pianta e a fiorire?

Ma a dominare è il tarassaco, chiamato anche dente di leone, soffione, e piscialetto per le sue proprietà diuretiche e depurative.
Sul marciapiede di via Urbano Cioccetti, non ci crederete, si stende abbondantemente una siepe di more. E ci sono i papaveri rossi e la cicoria e la rucola e tante altre piante delle quali, ahimè, non rammento il nome.

Il Comune di Roma non taglia le piante spontanee per incuria, ma è un’incuria che non mi sento di rimproverargli”.
Ben altre sono le cose da rimproverare a questa amministrazione e a quella precedente. Magari le elenco in un prossimo articolo, questo è dedicato alle belle, gioiose piante spontanee della città, che producono ossigeno, sono utili agli insetti e agli uccelli e colorano la nostra vita.


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