Lettera aperta delle associazioni contro il “sacco urbanistico di Roma”

La Procura della Repubblica, (grazie anche all’inchiesta "I RE DI ROMA" di Report e dei comitati) ha aperto un’ inchiesta sull’ipotesi di reato di violazione delle leggi urbanistiche. Due articoli del Corriere della Sera
Da Romanotizie ed Eddyburg - 28 Maggio 2008

Finalmente dopo tante denunce da parte dei numerosi comitati di cittadini e di associazioni su quanto stava accadendo nei loro quartieri la Procura della Repubblica, (grazie anche all’inchiesta "I RE DI ROMA" di Report alla quale alcuni dei rappresentanti dei comitati hanno contribuito) ha aperto un’ inchiesta sull’ipotesi di reato di violazione delle leggi urbanistiche.

Lo sviluppo della città è avvenuto senza alcuna seria programmazione con un consumo inaccettabile di territorio e di risorse pubbliche privilegiando quanto pretendeva la rendita immobiliare dei potenti costruttori romani a scapito dei bisogni e delle richieste dei cittadini.

Sono stati fatti enormi regali di cubature riconoscendo alle proprietà fondiarie i presunti "diritti edificatori" che non hanno alcun fondamento giuridico. Il nuovo piano regolatore non ha accolto le migliaia di osservazioni presentate dai cittadini e dalle loro associazioni che chiedevano più verde e servizi pubblici dando invece il via a progetti invasivi in tutte le zone della città.

Fresco Market
Fresco Market

Utilizzando lo strumento dell’Accordo di Programma sono state variate le norme del precedente piano vigenti e addirittura quelle del nuovo. Sono stati cancellati i vincoli paesistici e non rispettati gli standard di verde e servizi.

Ai cittadini sono stati negati i diritti all’informazione e alla partecipazione in merito alle scelte di trasformazione della città e dei loro quartieri.
Ancora più grave è stato l’operato del Commissario Prefettizio che ha approvato un centinaio di delibere ( con numerosi Accordi di programma ) con i poteri del Consiglio comunale senza alcun tipo di comunicazione.

I sottoscritti Comitati e Associazioni chiedono al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Consiglieri comunali di fermare subito l’attuazione e gli iter procedurali :

– del Piano Regolatore e di tutti gli Accordi di Programma, compresi quelli approvati dal Commissario prefettizio per verificarne la legittimità ed eliminarne le parti inaccettabili,
– delle delibere del Commissario per le stesse ragioni,
– dei bandi indetti per trasformare le aree ex ATAC e quello relativo all’ex Fiera di Roma contestati fortemente dagli abitanti per l’impatto insostenibile,
– del bando della prevista "Città del Futuro" al Flaminio.

In merito alle Linee Programmatiche del mandato 2008-2013 chiedono che non debbano risolversi i gravi problemi sociali dell’emergenza abitativa e della realizzazione di regolari campi per i Rom né cancellando quello che è rimasto di "agro romano" né tanto meno invadendo le aree protette regionali. A tale fine si chiede di utilizzare le aree dismesse all’interno del tessuto urbano.

Chiedono di non prevedere la realizzazione del secondo Grande Raccordo Anulare sia per l’inaccettabile impatto ambientale sui più preziosi Parchi dell’Area metropolitana ( Veio, Appia Antica, Decima Malafede, Valle dell’Aniene ) che verrebbero attraversati, sia per l’ulteriore incentivo al traffico privato su gomma quando invece bisogna indirizzare ogni risorsa economica al trasporto pubblico su ferro.

Infine chiedono con assoluta priorità l’applicazione immediata per tutte le delibere di Giunta e del Consiglio comunale delle regole e delle modalità per la partecipazione dei cittadini come prescritte dalla delibera n 57 del 02/03/2006 ( votata all’unanimità ) per il Regolamento della Partecipazione al quale la passata amministrazione non ha voluto dare attuazione.

I cittadini romani devono essere in grado di esercitare i diritti all’informazione e alla partecipazione sanciti dalle Convenzioni europee e dalle leggi nazionali.

Sottoscrivono :

Comitato Colle della Strega, Comitato Quartiere Pigneto Prenestino, Comitato di Quartiere Torre Spaccata, Comunità Territoriale 10° Municipio , Associazione Rete Nuovo Municipio IV, Associazione Piazza Blog, Associazione Ottavo Colle, Associazione Viviamo Vitinia, Comitato di Quartiere Ottavia, Comitato Fiera di Roma, Comitato Delle Vittorie, Comitato Salute Ambiente EUR, Comitato Acquedotto Alessandrino, Comitato Cittadino XX Municipio, Comitato promotore Parco di Veio, Comitato di Quartiere Collina Lanciani, Ananke, Comitato Promotore Flaminio/Villaggio Olimpico, Ecomobilità , Comitato "Antonio Cederna" per Tormarancia, Comitato Promotore del Parco di Rocca Cencia
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Dopo l’inchiesta di Report, sul Prg capitolino la procura indaga per violazione delle leggi urbanistiche.

Negli articoli sul Corriere della Sera, ed.Roma, del 24 e 25 maggio 2008

Pronti i primi sequestri, testimoni in Procura
Lavinia Di Gianvito – Corriere della Sera, ed. Roma, 24 maggio 2008

Piano regolatore nel mirino della procura. La magistratura indaga sugli accordi di programma, cioè su quelle intese fra Comune e costruttori che consentono di cambiare cubature e destinazioni d’uso. L’inchiesta vuole accertare se, nello stipulare gli accordi, si sia tenuto conto dell’interesse pubblico e capire per quale motivo i 70 milioni di metri cubi previsti sono tutti su aree private. Già pronti i primi sequestri. Il reato ipotizzato è la violazione delle norme urbanistiche, a cui presto si potrebbero aggiungere l’abuso d’ufficio o la corruzione. Acquisita la puntata di Report «I re di Roma», in onda il 4 maggio. Settanta milioni di metri cubi di cemento in dieci anni. Le gru che già da qualche anno divorano l’Agro romano per far posto a palazzoni e centri commerciali. Le centralità, micro-città di periferia, che rischiano di fare la fine dei quartieri dormitorio.
C’è il futuro di Roma nel piano regolatore approvato all’ultimo momento dalla giunta di Walter Veltroni. Un futuro lodato da alcuni, criticato da molti e che adesso minaccia di provocare un terremoto tra i politici e i costruttori più noti. La procura infatti ha aperto un’inchiesta sul progetto urbanistico grazie a cui si sta tirando su, di quartiere in quartiere, una città grande come Napoli. Solo su aree private.
All’attenzione dei magistrati sono finiti, in particolare, gli accordi di programma, che permettono di aumentare cubature e cambiar destinazioni d’uso attraverso intese tra i costruttori e il Campidoglio. Un’impresa vuole più case e meno uffici di quelli previsti? È facile: il Comune dà il via libera in cambio di una cifra che sarà destinata, per esempio, al prolungamento del metrò. Sulla carta sembra tutto in regola, sembra esserci quell’interesse pubblico richiesto dalle norme. Ma i dubbi nascono quando vengono accettate somme di 50-80 milioni a fronte di una spesa che sarà di centinaia di milioni.
L’inchiesta è coordinata dai pm Delia Cardia e Sergio Colaiocco, che avrebbero già chiesto il sequestro di alcune aree, tutte di proprietà dei big dell’edilizia. Per ora non ci sono indagati e l’unico reato ipotizzato è la violazione delle norme urbanistiche, ma non è da escludere che, al termine di alcuni accertamenti, verranno contestati illeciti più gravi, dall’abuso d’ufficio alla corruzione.
Nei giorni scorsi la procura ha acquisito dalla Rai la puntata di Report in onda il 4 maggio, dal titolo «I re di Roma ». La trasmissione di Rai3 ha suscitato molta attenzione e non è passata inosservata neppure a piazzale Clodio. Ma su alcuni accordi di programma raccontati da Milena Gabanelli i magistrati avevano già iniziato a indagare. Ora, però, i singoli fascicoli confluiranno nell’unica inchiesta aperta in questi giorni.
A palazzo di giustizia non hanno ancora deciso, ma non è escluso che vengano convocati come testimoni i costruttori che hanno siglato con il Comune gli accordi di programma.
Sul fronte opposto ci sono cittadini e associazioni infuriati per aver comprato case in quartieri che avrebbero dovuto avere servizi, verde e trasporti e che invece restano, almeno per ora, cattedrali nel deserto. Del resto, quello che è successo e che succederà l’ha spiegato a Report un consulente dei costruttori, Giovanni Mazza: «Il piano regolatore dice prevalentemente la verità, poi in alcune parti questa verità è una mezza bugia che va corretta».

«Illegalità? Aspettiamo i magistrati»
(redazionale) – Corriere della Sera, ed. Roma, 25 maggio 2008 (m.p.g.)

Piano regolatore sotto inchiesta. Su quanto scritto dal Corriere della Sera, interviene Gianni Alemanno: «Abbiamo appreso – afferma il sindaco – che la Procura ha aperto un fascicolo sul Piano regolatore e sulle operazioni urbanistiche avviate negli scorsi anni. Abbiamo contestato da un punto di vista amministrativo e politico le scelte operate sul piano regolatore e sugli accordi di programma. Senza alcun intento strumentale – aggiunge – attendiamo adesso l’esito del lavoro della magistratura per sapere se tali decisioni, oltre che contestabili politicamente, hanno avuto anche un profilo di illegalità». Per l’Acer, l’associazione dei costruttori romani, il presidente Giancarlo Cremonesi si augura che «l’intera vicenda possa essere chiarita al più presto per il bene della città. Il Prg – afferma Cremonesi – anche se suscettibile di interventi migliorativi, rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo e deve presentare soluzioni idonee sul piano infrastrutturale, abitativo e urbanistico. E da questo punto di vista – conclude – ci tranquillizza la scelta dell’attuale amministrazione che ha affidato ad una figura esterna, ma di alto profilo professionale, l’urbanistica».
Una «sanatoria a posteriori». Così definisce il Piano regolatore Marco Marsilio, deputato Pdl, che quando fu approvato era capogruppo di An in aula Giulio Cesare. Che «a Roma – aggiunge ci sia bisogno di una stagione di chiarezza e di rispetto delle regole nella gestione del territorio è una necessità che abbiamo sollevato da oltre 10 anni, denunciando da sempre che il "pianificar facendo", scelto da Rutelli e poi ereditato da Veltroni, apriva il campo a scelte arbitrarie». «Sono sempre stato perplesso su questa stagione dell’urbanistica contrattata – aggiunge Fabio Rampelli, anche lui deputato di An – perché mi sono messo nei panni del cittadino che aveva un pezzo di terra non edificabile. Così non capisco perché alcuni possono rendere edificabile il loro terreno che non lo era e altri no: in questo caso le persone molto ricche hanno avuto un trattamento di favore».
E con una «lettera aperta» a Gianni Alemanno, alla giunta e ai consiglieri comunali, i comitati e le associazioni, con Italia Nostra, chiedono che «in occasione dell’insediamento venga fermato subito il nuovo piano regolatore, l’attuazione dei bandi sulle aree dismesse e specialmente tutti gli accordi di programma compresi quelli del commissario prefettizio».


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