L’Italia domina ai Giochi del Mediterraneo

Per 176 volte gli atleti italiani sono saliti sul podio; conquistati ori, argenti e bronzi in 24 delle 28 discipline in programma; nel medagliere Francia seconda, Spagna terza
di Alessia Ciccotti - 8 Luglio 2009

Si chiude con 176 medaglie, 64 ori, 49 argenti e 63 bronzi, e il primo posto nella classifica generale davanti a Francia e Spagna, l’avventura dell’Italia all’ultima edizione dei Giochi del Mediterraneo, che si sono svolti a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio.
Nella competizione che ha visto affrontarsi i paesi di Asia, Africa e Europa, gli atleti italiani sono riusciti a portare a casa medaglie in ben 24 delle 28 discipline previste; dal wrestling al basket, dal beach volley al bowling, dalla canoa al ciclismo su strada, passando per il golf, il karate, il judo, la ginnastica ritmica e la vela.

Gli sport in cui gli azzurri hanno regalato le soddisfazioni più grandi, almeno per il numero delle medaglie conquistate, sono l’atletica leggera, il nuoto, la ginnastica artistica, la scherma, il tiro a segno e la box, confermando gli ottimi risultati ottenuti in queste stesse discipline agli ultimi giochi olimpici di Pechino e anche, per quanto riguarda l’atletica, regalando qualche importante speranza in vista dei prossimi mondiali di Berlino.

Molti dei medagliati di Pescara infatti erano gli stessi già visti quasi un anno fa sul podio cinese. Primi fra tutti: Federica Pellegrini che, non contenta dell’oro nei 400 metri stile libero, ha anche stabilito il record del mondo con il tempo di 4:00.41; Alessia Filippi, anche lei oro negli 800 metri sl e nei 200 metri dorso; l’insaziabile Valentina Vezzali che continua a mettere a segno una stoccata dopo l’altra, vincendo anche stavolta l’oro nel fioretto individuale e l’altrettanto insaziabile compagna di squadra Margherita Granbassi, argento nella stessa specialità.
Sul fronte maschile Matteo Tagliariol e Francesco Martinelli conquistano rispettivamente l’argento e il bronzo nella spada; Alessandro Terrin è oro nei 50 metri dorso; Filippo Magnini, dopo essere rimasto a bocca asciutta a Pechino, mette in guardia gli avversari in vista di Roma 09 e sale sul secondo gradino del podio dei 100 metri sl; Alberto Busnari accende la prima giornata di finali della ginnastica con l’oro nel cavallo con maniglie e Enrico Pozzo si aggiudica l’argento nel concorso generale maschile. Conferme anche dal tiro a segno, dove l’Italia porta a casa 3 ori 3 argenti e 6 bronzi, e dalla box dove gli olimpionici Roberto Cammarelle e Clemente Russo tornano a vincere nelle rispettive categorie insieme a Parrinello e Valentino.

Tante speranze, come si diceva prima, sono arrivate dall’Atletica leggera in cui gli azzurri hanno conquistato ben 11 ori, 12 argenti e 7 bronzi che in vista dei prossimi campionati mondiali in programma a Berlino dal 15 al 23 agosto fanno veramente sognare.
Tra i protagonisti di questa ritrovata superiorità ci sono il capitano della nazionale di atletica Nicola Vizzoni, oro nel lancio del martello con 75,92 m e la primatista italiana del salto in alto Antonietta Di Martino che vince la sua gara con 1,97 m; c’è Elisa Cusma che realizza una doppietta d’oro negli 800 metri e nei 1500, c’è Tania Vicenzino che prova a raccogliere l’eredità di Fiona May nel salto in lungo e vince stabilendo anche il suo primato personale outdoor con 6,54 m; ci sono gli argenti di Emanuele Di Gregorio nei 100 m, di Matteo Galvan nei 200, di Daniela Reina nei 400, dove peraltro l’altra italiana d’adozione Libania Grenot ha stabilito il record nazionale con 50’’30; e poi ci sono i bronzi di Fabio Cerutti nei 100 piani, di Vincenza Calì nei 200, di Chiara Rosa nel lancio del peso, di Silvia Weissteiner nei 5000 m.

L’elenco sarebbe ancora molto lungo, tanto per l’atletica quanto per tutte le altre discipline, (all’indirizzo www.pescara2009.it sono disponibili i risultati di tutte le gare) e allora non resta che constatare, nonostante l’esclusione a priori di alcune grandi nazioni quali la Russia o gli Stati Uniti, l’ottimo stato di salute dello sport italiano; di uno sport che non si chiama calcio né Formula 1, né Moto GP, ma che sa comunque disegnare il volto di un’Italia, i tanti volti dell’Italia, quella delle montagne e quella dei mari, tutti ugualmente capaci di regalare emozioni e soddisfazioni, così come è riuscita a regalarli ad una terra, quella d’Abruzzo che ha ospitato i Giochi, che ancora continua a tremare. Unica nota stonata, stonatissima, mamma Rai che non è stata capace di portare in trionfo tutti questi fantastici (e vincenti) atleti.


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