Lo sport per la salute è prioritario

Addetti ai lavori e sportivi scendono in piazza a Roma per protestare contro il nuovo periodo di chiusura degli impianti 
Redazione - 28 Ottobre 2020

Roma 27 ottobre 2020. L’attività motoria praticata con assiduità e secondo indicazioni di tecnici qualificati, ci può solo aiutare a combattere il Covid-19 e non potrà essere veicolo di contagio, se continua ad esser svolta seguendo protocolli di massima sicurezza sanitaria, già in vigore nei centri sportivi, palestre e piscine che avevano faticosamente ripreso le attività in estate, dopo il lockdown.

Anche una campionessa mondiale di Karate come Sara Cardin, ha dichiarato sui social in questi giorni che “lo sport di alto livello (professionistico) è solo la punta di un iceberg: è la fatica di migliaia di lavoratori e di volontari che permette a tutti il proprio diritto di fare sport. Un diritto da tutelare oggi più che mai e di cui prenderci cura tutti insieme”.

Per difendere questo diritto, martedi 27 ottobre 2020, una rappresentanza del “Mondo dello Sport”, composta da gestori di impianti e palestre, collaboratori sportivi, tecnici, amatori, ma anche da tanti cittadini, è scesa in piazza, nel centro storico della Capitale, accanto ai Palazzi istituzionali per manifestare nel più assoluto rispetto delle regole sanitarie, contro la nuova chiusura, fino al prossimo 24 novembre, dei luoghi in cui si stava lavorando in grande sicurezza, per far vivere con passione lo Sport a grandi e piccini, senza alcuna sorta di preclusione.

Decathlon Prenestina saluta

Tutto si è svolto in un clima di collaborazione, rispettoso ascolto degli interventi, ma con l’evidente intento di gridare il proprio sconcerto per una decisione di blocco delle attività sportive, soprattutto non professionistiche, che viene imposta con Decreti Legge, senza delle motivazioni fondate, ma anzi contro evidenze scientifiche che supportano lo Sport come strumento che può aiutare significativamente la lotta al Covid.
Le forme di civile protesta non finiranno qui, ma almeno si è avuta ancora una volta la prova che una voce corale può essere incisiva ed avere molta forza.

Testimonianze

Riportiamo alcune testimonianze di chi vive lo sport con ruoli diversi, in modo diretto ed indiretto.

“Vivo nell’ambito del mondo dello sport da oltre 10 anni, sia come genitore di un giovane atleta, sia come presidente di un’associazione culturale che cerca di supportare lo sport come strumento d’integrazione sociale per categorie fragili, sia anche come modestissima praticante ed utente di un centro natatorio…
Tanti aspetti aiutano ad avere un ampio sguardo, ma ora dopo l’ultimo Dpcm la soglia è veramente stata superata ed è sconfortante, per tante famiglie…

Lo SPORT non è accessorio, ma è SALUTE, è PREVENZIONE delle malattie ed è anche CURA e TERAPIA.

Posso parlare a nome di numerosi pazienti per cui l’attività motoria viene prescitta dai medici come cura essenziale e svolta assiduamente per seri motivi terapeutici, ancor prima che per mantenere un benessere generale, condizione valida per tutti ed in ogni età.

In questi casi la chiusura di strutture come palestre e piscine, corrisponde allo stop forzato di un percorso terapeutico gestito autonomamente dall’utente/paziente, in mancanza del quale, si perdono facilmente i benefici ottenuti con tanta fatica e puo’ avvenire un rapido aggravamento della patologia cronica. Non è detto che le terapie fisiche motorie si debbano svolgere con costi elevati per la collettività esclusivamente in centri riabilitativi, con personale sanitario, centri in genere destinati ai pazienti più gravi in fase acuta, ma può essere ben gestita dai pazienti con tecnici sportivi qualificati, che aiutano ad arrivare ad una buona qualità della vita.

Finora abbiamo seguito tutte le disposizioni di sicurezza richieste, anche la riduzione di turni e spazi da condividere per le distanze e continuiamo a voler pensare in positivo…
Cerchiamo tutti di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma il vino che forse stiamo bevendo ora sta diventando inevitabilmente aceto..”.
Così Daniela Cioccolo (in rappresentanza di associazioni culturali e famiglie di atleti)

“Le palestre sono tra i luoghi piu sicuri che si possono frequentare in questo momento storico.
Siamo stanchi delle prese in giro da parte di chi ci governa, abbiamo investito economicamente seguendo tutte le direttive richieste ed i controlli da fare all’utenza. Tanti colleghi hanno ricevuto un’ispezione dei NAS ed i controlli hanno evidenziato che le associazioni hanno attuato magistralmente i protocolli sanitari previsti.

Una presa in giro clamorosa quella di un Governo incapace, in grado di diffondere la paura del contagio tra persone, anche in luoghi dove le regole e l’igiene regnano sovrane, mentre si lasciano circolare  mezzi pubblici sovraffollati, dove è facile immaginare che non ci sia controllo sulla diffusione virale.

Tantissimi insegnanti, educatori e formatori, come me, vivono di sport, una categoria ignorata e ritenuta NON ESSENZIALE, tante  associazioni non hanno riaperto e tante altre rischiano la chiusura definitiva schiacciati dagli oneri di gestione degli impianti, un danno troppo grande per lo sport e soprattutto per i giovani.
Lo SPORT è VITA, non potete toglierci un diritto sancito dall’Unione Europea, voi siete al governo per ascoltare la nostra voce, non per rappresentare interessi diversi.

Lo sport insegna i valori educativi, ha la capacità effettiva di contrastare il virus per gli infiniti benefici che derivano dall’attività stessa.
Così Mario Bracciante (in rappresentanza del settore Associazioni dilettantistiche Karate).

Sosteniamo e divulghiamo, come è già accaduto in appuntamenti simili, in altre città europee, una forma di confronto sano, pacifico, rispettoso delle regole vigenti ed a cui sono invitati cittadini, sportivi, atleti, amatori ed operatori del settore.


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