Marino: “Riapriamo il nostro Ospedale, no alla sanità appaltata ai privati, sì alla sanità pubblica”

Henos Palmisano - 24 Febbraio 2019

Sabato 23 febbraio 2019 si è tenuto  nel Palazzo Colonna Marino Laziale, nella sala Lepanto, offerta con piena disponibilità all’iniziativa dal sindaco Carlo Colizza, il convegno: “Riapriamo il nostro Ospedale, no alla sanità appaltata ai privati, si alla sanità pubblica”.

Al convegno, organizzato dall’onorevole Giulio Santarelli e presieduto da Sergio Mestici, sono stato invitato in qualità di diretto testimone di che cosa è avvenuto nell’Ospedale San Giuseppe di Marino negli ultimi 40 anni.
Solo per accennare ai miei lettori i meriti e gli incarichi pubblici di Giulio Santarelli, mi ci vorrebbero numerosi articoli per descriverveli, vi basti sapere che è stato il sindaco più giovane d’Italia.
Il convegno è stato organizzato perché con l’apertura del nuovo ospedale dei Castelli e con la contemporanea chiusura degli ospedali di Albano, Ariccia e Genzano, Marino si è trovata decentrata per alcuni importanti servizi sanitari.
Quindi la Proposta dell’onorevole Santarelli è quella di ritornare ad utilizzare al meglio le strutture esistenti del nosocomio marinese.
La discussione con i cittadini è stata animata ed ovviamente, quando si parla di salute, numerosi sono stati gli interventi diretti ed interessati.
Interventi quali: in questi anni la salute è stata una merce di scambio per far carriera politica, oppure perché sperperare denaro pubblico per le ristrutturazioni  di quegli ospedali che sono stati chiusi dopo pochi giorni?
A questo riguardo ho ricordato quando al San Giuseppe di Marino il primo giugno 2013 furono inaugurati i reparti ristrutturati di ginecologia, ostetricia e nido ( la spesa allora si disse essere stata di circa 5 milioni di euro ), per poi chiuderli il primo luglio 2013, trasferendo il personale all’ospedale di Genzano;  gli stessi reparti si trovavano nel limitrofo ospedale di Velletri e, quindi, che senso pratico aveva aver sguarnito una parte della ASL Roma H decentrando reparti così importanti? Non sarebbe stato più utile alla cittadinanza castellana che fossero rimasti a Marino?
Negli ultimi vent’anni l’evoluzione della medicina è stata eccezionale, che mai avremmo potuto prevedere: nuove tecnologie di diagnostica  per immagini, analisi chimiche ecc, che hanno cambiato protocolli terapeutici clinico-chirurgici migliorando la degenza ed allungando la durata media della vita.
Ma il risvolto del progresso quale è stato?
L’aumento della spesa sanitaria.
Alcuni  interventi hanno toccato il tasto dolente degli sprechi e corruzioni in sanità, così come si evince ogni giorno dai quotidiani.
E ancora “la salute del cittadino ha un valore commerciale?”
Ammortizzatori sociali, lo sappiamo ci sono, ma sono sufficienti in una società civile?
Gli operatori sanitari, medici, direttori amministrativi, sindaci (veri custodi della salute del cittadino) ecc ecc sono preparati a tutte queste trasformazioni?
Prima di trasformare le strutture, lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune avevano formato le nuove dirigenze?
Avevamo cioè i cosiddetti Dirigenti-Medici e soprattutto Direttori Generali all’altezza dei cambiamenti.
Ovviamente la  risposta è negativa: non c’era nessuna scuola che preparasse le nuove figure sanitarie e quindi si andò avanti per tentativi, provocando danni che ancora scontiamo e che di questo passo faremo scontare anche a figli e nipoti.
Cicerone avrebbe esclamato: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
L’ospedale di Marino quarant’anni fa aveva 350 posti letto e 70 a Ciampino, dove oltre il pronto soccorso c’erano l’ortopedia, la ginecologia e l’ostetricia, per un totale di 420. Ovviamente sono cambiati i tempi e la degenza non è più quella di una volta, ma i pronto-soccorsi sono oramai al collasso e sempre alla ricerca di posti letto: evidentemente la corsa alla chiusura dei posti letto va rivista.
Alla fine delle discussioni, in alcuni casi quasi litigi, l’onorevole Santarelli ha proposto l’apertura a Marino di un tavolo apartitico, non polemico e propositivo per informare i nostri Amministratori sulla effettive esigenze sanitarie della popolazione locale.
Tutta la popolazione è invitata a dare il proprio contributo perché, come recita la nostra costituzione, ogni cittadino ha diritto alla salute (articolo 31 ) ed ogni cittadino ha diritto alla pari dignità (articoli 2 e 3).
Il diritto alla felicità passa attraverso al diritto della salute, che come diceva Ettore Petrolini: quanno c’è ‘a salute c’è tutto….basta ‘a salute e un par de scarpe nove. Petrolini amava i Castelli Romani difatti comprò una villa tra Marino e Castel Gandolfo.

 

Henos Palmisano


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti