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Massimina, l’acqua “ferma” la scuola: causa infiltrazioni, 14 classi tornano nel limbo della Dad

Da lunedì 2 marzo possibile rientro in classe

Non è una pandemia, ma l’acqua, a spegnere le luci nelle aule dell’Istituto Comprensivo “Nando Martellini”. A Massimina, estrema periferia ovest della Capitale, il tempo sembra essere tornato indietro di sei anni.

Per gli studenti delle medie dei plessi di via Vanni e via Montesano, la scrivania di camera ha ripreso il posto del banco e lo schermo di un tablet quello della lavagna. Dieci giorni di didattica a distanza forzata, figli di un’inagibilità che non concede sconti.

Il verdetto della Commissione

Tutto ha inizio a metà febbraio, quando le nuvole sopra la Valle Galeria hanno presentato il conto a una struttura già fragile.

Infiltrazioni profonde, acqua che corre tra i solai e macchie di umidità che hanno spinto la Commissione Stabili Pericolanti a un verdetto senza appello: l’edificio è interdetto.

In un attimo, 14 classi della secondaria di primo grado sono scivolate nel regime di “scuola da casa”, mentre i piccoli dell’infanzia hanno dovuto fare le valigie per un trasloco d’urgenza nel vicino plesso di via Ildebrando della Giovanna.

Il piano per il rientro: lunedì 2 marzo la svolta

La politica locale, consapevole che il ritorno alla Dad è un trauma che il quartiere non può permettersi, ha accelerato i tempi. «La sospensione è disposta fino a lunedì 2 marzo», assicura l’assessora all’Edilizia Scolastica del Municipio XII, Squillace. Grazie a uno stanziamento lampo del Campidoglio, le indagini tecniche sono già state completate.

L’obiettivo è chirurgico: isolare la “zona rossa” e riaprire una porzione dell’edificio sicura al 100%, permettendo il rientro in presenza già all’inizio della prossima settimana.

Cantieri e futuro: addio alle navette

Per un momento si era ipotizzato uno scenario da “esodo”: dislocare gli studenti in spazi sparsi per Massimina con l’attivazione di un servizio navette. «Un’ipotesi per fortuna scongiurata», spiegano dal Municipio.

La strategia ora è la stabilità: riportare i ragazzi tra le mura amiche e far partire, aule aperte, i lavori di impermeabilizzazione definitiva per evitare che alla prossima pioggia si debba di nuovo staccare la spina alla didattica.

«Ringraziamo la comunità scolastica per il senso di responsabilità — hanno dichiarato congiuntamente il minisindaco Elio Tomassetti e l’assessora Squillace —. Non ci fermeremo finché ogni studente non sarà tornato al proprio banco, in totale sicurezza».

Massimina aspetta il lunedì del rientro, sperando che i monitor dei PC possano tornare a spegnersi per lasciare spazio al suono della campanella reale.


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Un commento su “Massimina, l’acqua “ferma” la scuola: causa infiltrazioni, 14 classi tornano nel limbo della Dad

  1. Sarà pure una frase fatta, “cose da terzo mondo” Un protocollo dovrebbe stabilire una manutenzione ordinaria programmata nei periodi di fermo delle lezioni, Questo dimostra quanto una circoscrizioni conti in una periferia, però il sindaco si occupa del centro storico che si osservi una velocità ridicola di 30 kmh, più deleteria che mai, provi il sindaco a guidare lui un’auto a 30Km orari, non c’è più sordo di chi non vuole sentire, la cittadinanza chiede i 40 kmh lui fa finta di non sentire , Spendono milioni e milioni per chiudere varchi e installazione di video camere solo per vessare gli automobilisti e fare cassetto, Raro rarissimo vedere dei vigili urbani, potature o manutenzioni alle strade, come se la periferia sia un ghetto.
    Vergogna sindaco.

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