

I dati del MIM sull'esame 2025/2026: 1.165 menzioni d'onore piazzano la regione al quinto posto in Italia
Un’annata scolastica che si chiude col segno più e restituisce l’immagine di una popolazione studentesca decisamente in salute.
L’ultima tornata degli esami di Stato nel Lazio – che tra il 18 giugno e la metà di luglio ha visto impegnati circa 53mila ragazzi – si archivia con un verdetto chiaro: oltre il 30% dei candidati ha terminato il percorso delle superiori portando a casa una valutazione compresa tra il buono e l’eccellenza.
La fotografia scattata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito trova il pieno avallo dei dirigenti scolastici sul territorio.
A commentare l’esito delle prove è Mario Rusconi, alla guida dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma, che parla di un quadro incoraggiante: «Viene confermata una tendenza positiva che dura da anni, in perfetto parallelo con i continui progressi registrati dai nostri studenti anche sul fronte dei rilevamenti Invalsi».
Sul versante dei punteggi apicali, la regione colleciona 1.165 diplomati con lode, pari al 2,3% della platea complessiva. Una prestazione che vale al Lazio il quinto gradino del podio nazionale per concentrazione di “super-maturandi”, piazzandosi immediatamente alle spalle del blocco meridionale composto da Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
A emergere con evidenza è tuttavia un vero e proprio monopolio formativo: il massimo riconoscimento con la lode è rimasto appannaggio esclusivo degli indirizzi liceali (Classico, Scientifico, Musicale, Europeo e Internazionale), senza riuscire a penetrare nel mondo degli istituti tecnici e professionali.
A tagliare il traguardo del 100 netto è stato invece il 4,8% dei candidati, pari a una truppa di oltre 2.500 neodiplomati.
Andando a disaggregare le varie fasce di voto uscite dalle commissioni d’esame, la distribuzione mostra una netta prevalenza dei punteggi intermedi, con la coda dei sufficienti ridotta ai minimi termini:
Soglia delle eccellenze (91-99): superata da oltre 5.800 candidati;
Fascia alta (81-90): raggiunta da circa 10mila diplomati (18,8% del totale);
Fascia medio-alta (71-80): rappresenta il bacino più numeroso con quasi 16mila studenti, pari al 30% dell’intera platea regionale;
Fascia media (61-70): si attesta al 27,6% con circa 14.600 ragazzi;
Promossi con il minimo (60/100): appena 2.700 persone, ossia il 5,3% complessivo.
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