

Gualtieri ringrazia i ministri Giorgetti e Abodi dopo le garanzie finanziarie dell'Esecutivo
La macchina della diplomazia sportiva si è messa in moto e, questa volta, il sigillo finanziario porta la firma diretta di Palazzo Chigi.
La sfida per agganciare i Campionati Mondiali di atletica leggera del 2029 cessa di essere un’intenzione vagheggiata e diventa una partita ufficiale: Roma si candida a ospitare la massima rassegna iridata dell’atletica, forte delle garanzie economiche concesse dai ministeri competenti.
L’intesa a due mani tra il MEF e il dicastero dello Sport ha sbloccato la dote necessaria a sostenere il progetto, incassando l’immediata reazione del sindaco Roberto Gualtieri, pronto a rivendicare l’operazione come il coronamento di una strategia precisa.
«L’avventura verso i Mondiali del 2029 è una straordinaria vetrina per Roma e testimonia la bontà del lavoro compiuto finora», ha commentato a caldo il primo cittadino capitolino, premurandosi di tracciare un solco di collaborazione istituzionale con l’Esecutivo.
Gualtieri ha riservato un ringraziamento esplicito ai titolari dei dicasteri coinvolti: «Sento il dovere di ringraziare il Governo, con un riferimento puntuale ai ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Abodi. Il loro apporto è stato determinante per assicurare le coperture finanziarie indispensabili a irrobustire la proposta romana. Ora ci attende un lavoro corale con le diverse istituzioni per confezionare un dossier d’impatto, solido e competitivo».

Il sindaco ha colto l’occasione per tirare le somme di un triennio denso di manifestazioni internazionali, sbandierando la capacità della città di gestire grandi flussi ed esigenze logistiche complesse:
L’atletica su pista: il precedente fresco degli Europei allo Stadio Olimpico;
L’effetto vetrina: la parentesi elitaria della Ryder Cup di golf;
I grandi classici: le sfide sulla terra rossa del Foro Italico, i match del Sei Nazioni di rugby e l’arrivo della carovana rosa del Giro d’Italia.
Operazioni che, nella narrazione del Campidoglio, avrebbero prodotto un ritorno tangibile su turismo, indotto economico e attrattività internazionale.
Risolto il nodo delle garanzie pubbliche, la candidatura entra ora nel vivo del confronto internazionale.
La palla passa alle valutazioni della World Athletics, chiamata a vagliare il dossier capitolino e a stabilire se Roma possieda le credenziali giuste per trasformare la pista dell’Olimpico nel baricentro dell’atletica mondiale nel 2029.
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