

Il denaro distratto veniva reinvestito in immobili a Roma e spese private. Scatta il sequestro per oltre 370mila euro
Un patrimonio milionario accumulato in una vita intera e una Onlus storica nata quasi quarant’anni fa per sostenere gli ultimi del litorale romano, trasformati nel bancomat privato di una rete di insospettabili.
È il quadro emerso dalle indagini condotte dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri che ha portato alla luce un collaudato circuito di circonvenzione, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.
Al centro della vicenda c’è un’anziana di 94 anni residente a Nettuno, progressivamente spogliata dei propri averi personali e delle risorse dell’ente morale da lei fondato, per un ammontare totale che supera il milione e 200mila euro.
Le verifiche delle Fiamme Gialle sono scattate a seguito di una segnalazione che evidenziava movimenti anomali e ingiustificati sui conti della donna.
Gli accertamenti bancari sui flussi finanziari hanno permesso di ricostruire il primo filone del saccheggio: oltre 742mila euro prelevati ed erogati direttamente dal conto dell’anziana.
I soldi sono finiti sui depositi di collaboratori domestici, consulenti finanziari e loro parenti stretti.
Un giro di passaggi di denaro ideato per schermare l’origine illecita delle somme e mascherare la progressiva spoliazione della donna, approfittando del suo stato di vulnerabilità.
Il secondo capitolo dell’indagine si è concentrato sulla Fondazione creata dalla donna negli anni Ottanta con scopi di solidarietà sociale. Dalle carte è emerso che, a partire dal 2019, l’amministratore dell’ente — un professionista attivo a Roma — ha iniziato a svuotare sistematicamente le casse comunitarie.
Un’operazione condotta con la sponda della Garante della struttura, il cui ruolo sarebbe stato quello di coprire le trame finanziarie ed ostacolare i controlli sulla destinazione delle somme benefiche. In totale, sono stati sottratti all’ente morale 532mila euro.
Seguendo le tracce digitali dei bonifici, gli investigatori hanno accertato anche le condotte di autoriciclaggio: parte dei fondi sottratti alla beneficenza è stata riutilizzata nel circuito economico legale attraverso l’acquisto di un locale commerciale a Roma dal valore di 216mila euro, mentre la restante quota è servita a saldare spese di natura strettamente personale dell’amministratore.
L’attività d’indagine si è conclusa con la segnalazione alla Procura di Velletri di quattro persone, a vario titolo contestate per circonvenzione di persona incapace, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.
Su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri, i Finanzieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, mettendo sotto vincolo beni immobili e rapporti finanziari per un valore complessivo di oltre 375mila euro.
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