Omicidio alla Caffarella

Rinvenuto il 20 settembre all'interno del parco il cadavere di un uomo. Polemiche per l'escalation di violenza e per il silenzio dei media sulla vicenda
di Alessandra De Salvo - 21 Settembre 2009

Caffarella, lavavetri somalo trovato cadavere nel parco Foto © Riccardo Auci/Gmt

Nella mattinata del 20 settembre, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo all´incrocio fra via Appia Pignatelli e via dell´Almone. A segnalare la presenza del corpo alcuni ciclisti di passaggio nella zona. Si tratta di un senza fissa dimora, un lavavetri di nazionalità somala, Farah Ali Hassan, che da anni aveva scelto quell’incrocio come luogo di lavoro e come propria abitazione. Una vita spesa in pochi metri di terra, tra un semaforo, un incrocio dove sostava tutto il giorno, secchio e spazzola alla mano, ed una fitta boscaglia, dove aveva montato una tenda da campeggio che utilizzava come casa.

Il cadavere presentava segni di violenza: volto tumefatto e diverse contusioni. Il medico legale ha accertato che la morte è avvenuta tra le 23 e le 3 di notte e che ad uccidere è stato un corpo contundente, non rinvenuto. L’ipotesi più probabile è quella di una lite tra clochard anche se i carabinieri della compagnia Eur che seguono le indagini, al momento non escludono nessuna ipotesi.

"Non se ne può più, ogni giorno la cronaca di Roma ci racconta di attentati, bombe molotov, omicidi e stupri. Ancora una volta il Parco della Caffarella si presta a teatro di barbarie, dopo lo stupro di San Valentino, il rinvenimento del cadavere di un giovane africano con escoriazioni in volto, dimostrano che la nostra città sta cadendo in un vortice di violenza senza precedenti". Questo il commento di Domenico Durastante, consigliere PD del Municipio XII. "E’ vergognoso inoltre il silenzio nel quale è stato avvolto questo caso”, aggiunge Durastante, “che mostra come alcuni fatti e alcune persone nel territorio di Roma siano considerati di serie B. Continuo a chiedere al Sindaco Alemanno, di ottemperare alla promessa fatta in campagna elettorale e di restituire a tutti i romani e non, la sicurezza sul territorio della nostra città che da mesi oramai non si riconosce più per quello che è sempre stata, una città accogliente verso tutte le diversità. Stiamo velocemente scivolando verso il Medioevo".

A rincarare la dose, è arrivato il commento e la denuncia del gruppo per i diritti umani Everyone: “E’ un fatto orribile, ma ancora più inquietante è la censura attuata da tutti i media italiani di fronte all’episodio, che è stato divulgato senza alcun rilievo, come se si trattasse di un evento senza importanza. Se al posto di un nero somalo vi fossero stati una donna o un ragazzo italiani, i giornali ospiterebbero la notizia nelle prime pagine e da ogni parte si solleverebbe un allarme violenza nella Capitale". “Abbiamo segnalato alle autorità internazionali” concludono gli attivisti, “questi ennesimi, gravissimi e inammissibili accadimenti, sollecitando una presa di posizione decisa e inequivocabile da parte delle Nazioni Unite, dell’Unione europea e dei Paesi civili su quanto viene perpetrato, senza condanna alcuna, nel nostro Paese”.
 


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