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Per i turisti in arrivo la tassa di soggiorno e il caro-musei

L'Adoc: L'assurdo rincaro trasformerà la Capitale in una città chiusa e inavvicinabile dai non residenti. E un week end in città costerà in media 34 euro in più

"Dopo mesi di concertazione è stato approvato definitivamente il regolamento e dal primo gennaio partirà il contributo di soggiorno".

Del via libera da parte dell’Assemblea Capitolina dà notizia il vicesindaco Mauro Cutrufo. "Un fatto epocale", sottolinea Cutrufo: "per la prima volta gli ospiti della Capitale, che sono più di dodici milioni, lasceranno un contributo per aiutare a sostenere i servizi della città, anche a loro dedicati". Ma l’Adoc – l’associazione dei consumatori- lancia un monito a sfavore sul contributo di soggiorno per i turisti: "Roma città aperta solo nel film, nella realtà per i turisti diventerà una città chiusa, economicamente sempre più inaccessibile, sia per l’alloggio che per i trasporti e per le attrazioni". Questo il monito dell’Adoc,che ha calcolato che nel 2011 un weekend a Roma per una famiglia non residente costerà in media circa 34 euro in più di quest’anno".

"L’autarchia di Alemanno, che continua a mettere a carico di turisti e pellegrini tasse folli come quella sui musei e il ‘contributo di soggiorno’, sarà un danno – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – con le nuove assurde tasse, sui musei e sul soggiorno, e i rincari delle tariffe taxi, un weekend per una famiglia di due adulti e un bambino costerà il 9% in più, un aumento di 34 euro rispetto a quanto si paga oggi. Nel dettaglio, per una visita a tre musei oggi si spendono in media 51 euro, dal prossimo 2 gennaio la spesa salirà a 60 euro, il 17,6% in più. Per due notti in un bed&breakfast la spesa crescerà del 3%, tra i 4 e i 6 euro in più.

I B&B rappresentano una soluzione economica per almeno 3 milioni di turisti in visita a Roma, soprattutto per i giovani tra i 20 e i 30 anni e per le famiglie che non possono permettersi altre e più dispendiose strutture. Il contributo sarà un duro colpo non solo per i turisti con più difficoltà economiche ma anche per gli operatori del settore, che potrebbero subire un calo delle presenze di circa il 10%, con conseguente perdita complessiva di circa 3 milioni di euro all’anno per tutto il settore di Roma, che conta oltre 500 bed&breakfast.L’ultima stangata arriva sui taxi, l’andata e ritorno per l’aeroporto di Fiumicino costerà 10 euro in più (+12,5%), mentre per prendere quattro volte il taxi al centro, per un percorso di 5km e con una durata di 15 minuti, si spenderà il 20% in più, 64 euro contro i precedenti 53 euro.

E per ultimo, il caro caffè, aumentato del 5,5% nell’ultimo anno, che comporterà un esborso complessivo di 5,70 euro (considerando 6 caffè al giorno per due giorni). I turisti e i pellegrini, a queste condizioni, scapperanno da una Roma sempre più chiusa in sé stessa, una metropoli in rovina."Roma diventerà, mediamente, più cara del 16% di Madrid, più onerosa del 12,5% di Londra, dove inoltre i principali musei prevedono un ingresso gratuito e più cara del 132% di Praga. Solo Parigi e Berlino hanno un costo più alto, ma la qualità e i servizi principali e accessori sono migliori, visto che per le famiglie numerose sono previsti biglietti ridotti o gratuiti, così come per i bambini di età inferiore ai 5 anni. Inoltre, i disoccupati o in cerca di lavoro e gli studenti spesso entrano gratuitamente.

I musei romani raccolgono meno presenze dei musei delle altre capitali europee, se pensiamo che a Londra solo il British Museum ha un’affluenza di circa 8 milioni di visitatori l’anno e a Parigi il Louvre si attesta sui 6 milioni, mentre i Musei Vaticani prevedono un flusso di 4 milioni di visitatori l’anno. In un momento di crisi come questo, dove i soldi a disposizione per la cultura scarseggiano, sarebbe opportuno prevedere forme di agevolazione e servizi alle famiglie più ingenti e concreti, e non applicare incomprensibili tassazioni".

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