Pietre d’Inciampo e memoria della Resistenza a Roma

80° Anniversario dell’inizio della Resistenza antinazifascista e della Lotta di Liberazione Nazionale del nostro Paese
Ugo Fanti, Presidente della Sezione Anpi di Roma Aurelio-Cavalleggeri “Galliano Tabarini” - 8 Gennaio 2023

L’anno che è appena iniziato è per noi – che crediamo fortemente nei Valori della Resistenza antinazifascista e ne facciamo costantemente Memoria è un anno importante.

E’ l’ottantesimo Anniversario dell’inizio della Resistenza antinazifascista e della Lotta di Liberazione Nazionale del nostro Paese.

Martedì 10 Gennaio 2023 alle ore 11,30, nell’ambito della quattordicesima Edizione della Manifestazione: “Arte in Memoria, Pietre d’inciampo a Roma” La Sezione ANPI Aurelio-Cavalleggeri “Galliano Tabarini” in collaborazione con l’Associazione “Arte in Memoria” invita alla posa in via Eugenio IV, 9 ( traversa di Via della Pineta Sacchetti) di una “pietra d’inciampo” in memoria di Fiorino Fiorini.

Cittadino delle Fornaci, militante antifascista del Partito D’Azione e partigiano combattente di Giustizia e Libertà. Arrestato il 5 febbraio 1944 dalle SS  tedesche e condotto prima a Via Tasso e poi a Regina Coeli, nel II Braccio controllato dai tedeschi, sarà inserito nella “Lista Kappler” e fucilato alle Fosse Ardeatine, il 24 Marzo del 1944, insieme ad altri 334 antifascisti e cittadini comuni, di tutto innocenti.

Quando il tuo corpo non sarà più, il tuo spirito sarà ancora più vivo nel ricordo di chi resta. Fa che possa essere sempre di esempio” (Generale di Brigata Aerea Sabato Martelli Castaldi il Partigiano Tevere. Parole graffiate sul muro della Cella n.1 del Carcere tedesco di Via Tasso, il 24 Marzo 1944, prima di essere condotto alle Cave Ardeatine e fucilato).

Con la posa di questa “pietra d’inciampo” intendiamo ricordare – attraverso la storia di uno di loro – tutti quegli antifascisti che si sono battuti, durante la Resistenza e la Lotta di Liberazione Nazionale antifascista, per affermare valori come libertà, giustizia e democrazioa, valori che ritroviamo pienamente nella Costituzione della Repubblica Italiana che da quella lotta ha preso origine e vigore e che compie, quest’anno, settantacinque anni di vita. Si segnala inoltre che – sempre il 10 Gennaio prossimo, con inizio alle ore 10,30 – un’altra pietra d’inciampo verrà installata nel nostro Municipio XIII, in Via di Valle Aurelia, 30, in Memoria del Partigiano combattente Vittorio Fantini, condannato a morte dai tedeschi e fucilato anche lui alle Cave Ardeatine, il 24 Marzo del 1944.

VITTORIO FANTINI

Era il 16 marzo del 1944 alle ore 6.00 quando le SS circondarono il borghetto dei fornaciari nella Valle dell’Inferno, un villaggio nato attorno alle 12 fornaci vaticane che ospitava i lavoratori delle fornaci (fornaciari appunto) e le loro famiglie. Il cibo è razionato (100 grammi di pane a persona) il lavoro scarseggia e le donne della Valle dell’Inferno cercano di far sopravvivere le loro famiglie cucendo i pantaloni e le giacche dei militari nazi-fascisti che occupavano Roma. Fin dal 1922 con gli Arditi del Popolo la Valle era nota per la sua forte opposizione al fascismo e fin da allora gli abitanti del quartiere non godevano della simpatia dei fascisti, ogni occasione era buona per rastrellare il borgo e perquisire le case. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’opposizione al fascismo è dilagante e il Movimento comunista Bandiera Rossa guida la resistenza nella Valle con innumerevoli agguati ai fascisti, atti di sabotaggio, lotte, scioperi e furti di pane e altri beni di prima necessità. Il borgo dei fornaciari con i suoi vicoli, le fornaci, le macchie dell’odierno Parco del Pineto e le grotte di Monte Ciocci era noto per essere un luogo sicuro in cui nascondersi:

  • “nelle fornaci era la roccaforte dei compagni, uno se dava latitante e quando lo pigliavano? Te potevi nasconne tutta la vita”

Racconta Giuseppe Mallozzi, ex partigiano della Valle dell’inferno. In un contesto di dura occupazione militare come quella vissuta a Roma dall’8 settembre 1943 al 4 Giugno 1944 con estremo coraggio Vittorio Fantini e Andrea Casadei prendono in carico l’onere e l’onore di proteggere e sfamare 4 soldati inglesi per il tempo necessario alla loro conduzione in Vaticano con l’aiuto di un parroco, Don Roberto Pace. Per quanto Fantini e Casadei godessero dell’appoggio e del sostegno della popolazione locale era troppo rischioso continuare a nascondere i 4 soldati inglesi nelle Fornaci così il 16 marzo Vittorio Fantini, Andrea Casadei e Don Roberto si danno appuntamento in una piccola costruzione, una casetta abbandonata sulla collinetta adiacente il vicolo dei fornaciari. In quella mattina avrebbero accompagnato i soldati in Vaticano. All’appuntamento non sono soli ma trovano almeno cinquanta SS come dichiarato dal parroco nel processo alle presunte spie (poi prosciolte). Difatti la mattina del 16 marzo le SS circondano il borgo ed entrano nell’ancora esistente Fornace Veschi accompagnati dal sorvegliante della Fornace, Giovanni Rosati. Dopo aver perquisito la fornace con esito negativo entrano nelle case dei valligiani in vicolo dei fornaciari e, mitra spianati, terrorizzano gli abitanti tra cui molte donne e bambini alle prese con la colazione. Non trovando nessuno si recano dritti dritti verso la casetta e il resto può essere raccontato attraverso gli occhi dei molti testimoni: ormai il sole è alto quando i 7 uomini vengono arrestati e trascinati con violenza verso i camion dei tedeschi. In segno di intimidazione il corteo sfila davanti le casette del vicolo dei fornaciari di fronte ai familiari degli arrestati. Si vedono i prigionieri in ginocchio, mani dietro la nuca vengono spinti sul camion per non fare più ritorno. Nessuno racconta di resistenze urla o saluti ai familiari ma rimane una scena senza suoni in cui la regina indiscussa è la violenza e l’oppressione. Don Roberto, sopravvissuto all’arresto e al conseguente interrogatorio, nel processo alle presunte spie dichiarerà che i soldati inglesi tornarono a casa sani e salvi.

Dar Ciriola

Chi non tornò a casa fu Vittorio Fantini e Andrea Casadei che dopo solo 8 giorni tra Via Tasso e Regina Coeli furono prelevati insieme ad altri 171 in attesa di giudizio e trucidati alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944. Vittorio Fantini all’età di 25 anni e Andrea Casadei a 31 anni. Come recita la targa dedicata ai due martiri di Valle Aurelia posta in via Baldo degli Ubaldi 386:

  • “Il loro esempio e il ricordo del loro sacrificio siano di sprone a difendere e ad amare la nostra libertà e a ripudiare qualsiasi forma di violenza e oppressione”

 

MEMORIE D’INCIAMPO A ROMA XIV EDIZIONE – PERCORSO 2023 

9 gennaio – I Municipio

ore 9,30 – Inaugurazione a vicolo Costaguti, 24 (4 pietre: Marcella e Clelia Perugia,

Giuditta e Pacifico Di Veroli)

10,15 – via Portico D’Ottavia, 1 (1 p. Elena Di Porto)

10,45 – via della Reginella, 27 (2 p. Vitale e Fulvio Di Porto)

11,30 – via Dandolo, 6 (2 p. Michele Ezio Spizzichino, Aurelio Spagnoletto)

12,00 – via dei Fienaroli, 36 (1 p. Elio Pavoncello)

12,30 – piazza S. Maria Liberatrice, 18 (1 p. Mario Anticoli)

14,30 – v.le Giulio Cesare, 62 (3 p. Pellegrino Sermoneta, Emma e Camilla Piazza Sed)

15,00 – via Germanico, 172 (1 p. Federico Uberti)

15,30 – via Silla, 6 (1 p. Otello Di Peppe d’Alcide)

16,15 – via S. Tommaso D’Aquino, 32 (1 p. Aldo Eluisi)

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