Categorie: Costume e Società
Municipi:

“Pronto, Padre Pio?” – Natale iraniano – L’acca rivoluzionaria – Lo scandalo Moratti – L’Amato pernacchio – Universitari così

I Fatti e i Misfatti di dicembre 2010 (XI) di Mario Relandini

"Pronto, Padre Pio?"

"Stiamo offrendo ai nostri clienti – ha fatto sapere "Vodafone" – il servizio "Parla con Padre Pio". Basta sottoscrivere un abbonamento e, per la modica somma di 25 centesimi al giorno, sarà possibile ricevere sul proprio cellulare, condensati in un "messaggino", pensieri e scritti del Santo di Pietralcina".

Gli altri gestori telefonici, colti di sorpresa dall’offerta del sacro abbonamento "Vodafone", sembra stiano già studiando la loro "crociata". Non ci sarebbe da meravigliarsi, quindi, se uno di loro, fra qualche giorno, irrompesse nel mercato con una offerta ancor più miracolosa. Come, ad esempio, abbonati con noi e "Parla con San Francesco" ricevendo, per la somma ancor più modica di 20 centesimi al giorno, "messaggini" con i suoi pensieri, i suoi scritti e, addirittura, con il suo "Cantico delle creature". O come, addirittura, abbonati con noi e "Parla con i quattro evangelisti": un affare in offerta per appena 15 centesimi al giorno e la possibilità di ricevere, sul cellulare, gli scritti più salienti sulla vita e sui miracoli del Nazareno. Sempre in attesa, un bel giorno, di ricevere – in offerta strepitosa – "sms" dal Padreterno in persona.

Natale iraniano

"Anche la Repubblica islamica dell’Iran – è stata riportata la notizia – ha celebrato il Natale".

Come? Impiccando, proprio il 25 dicembre, sette persone.

L’ acca rivoluzionaria

"Non è che chi critica – ha scritto, sul suo "blog", Antonio Di Pietro – ha sempre ragione. Ha volte chi critica è interessato a prendere lui stesso il posto di chi viene criticato".

Due stoccate, dunque, in un solo "post". La prima (a testimonianza del clima sempre più da "ultima spiaggia" all’interno dell’ "Italia dei valori") contro il "numero 2" Luigi De Magistris. La seconda (a testimonianza sempre più evidente dei disvalori dell’italiano nel partito di Antonio Di Pietro) contro la grammatica. Perché il solito Tonino da Montenero di Bisaccia, prima laureatosi brillantemente in Giurisprudenza e poi promosso clamorosamente in Parlamento, ha scritto, sul suo dotto "post" "ha volte" con tanto di acca. Ma, allora, un dubbio: se Di Pietro ha scritto "ha volte" con l’acca e – appena pochi giorni fa – lo studente universitario che aveva polemizzato vivacemenete con il Ministro La Russa nella trasmissione televisiva "Anno zero" se n’era poi uscito – sull’ "Unità" – con l’ "hanno prossimo" (usando, anche lui, somaramente l’acca), non è che, in qualche collettivo, si è voluta rivalutare la povera italica acca? Da lettera muta, cioè, a lettera rivoluzionaria?

Lo scandalo Moratti

"Rafa Benitez, l’allenatore rimasto appena sei mesi all’ "Inter" – è stato calcolato – ha guadagnato ogni giorno, tra ingaggio, stipendi, premi, liquidazione e penale per interruzione anticipata di contratto, 29347 euro".

L’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, pochi giorni fa, aveva invece calcolato che, per azzerare l’attuale deficit dello Stato italiano, sarebbe stato sufficiente far pagare agli italiani più ricchi, "una tantum", 30 mila euro. Appena 653 euro in più, cioè, di quanto avuto, ogni sol giorno per sei mesi, dal senior Benitez. Ma perché questi calcoli? Non tanto per chiedere allo straniero senior Benitez un contributo volontario per il risanamento dell’italico deficit (non gliene potrebbe, verosimilmente, interessare di meno) quanto per chiedere all’italico Fisco (cui dovrebbe, invece, giustamente interessare) se il presidente petroliere Massimo Moratti – ma anche gli altri petrolieri miliardari – pagano intanto, di tasse, quanto dovrebbero pagare. Senon lo pagano, perché non si interviene e si permette che milioni e milioni di euro, invece di finire in tasca alla signora Italia, si lasciano finire in tasca, ad esempio, al senior Benitez? Se invece lo pagano, considerato che – dopo avere contribuito con le giuste tasse – restano ancora nelle loro casseforti tanti milioni da elargire in modo così scandaloso, perché, allora, non si prende in seria considerazione la proposta dell’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato? Forse non sarebbe necessaio, neppure, scomodare tutti gli italiani più ricchi. Potrebbero bastare i soli petrolieri. Magari il solo Massimo Moratti, avaro e arcigno patrigno degli automobilisti, ma babbino caro e prodigo di tanti Rafa Benitez.

L’Amato pernacchio

"I giovani – ha detto, in una intervista, l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato – stanno protestando contro la voracità dei vecchi".

Analisi ineccepibile. Ma quanti anni ha, oggi, Giuliano Amato? Più di 72. E, dopo avere ricoperto – fino a quasi settant’anni – svariati e importanti ruoli pubblici ed istituzionali, che cosa fa oggi? Dal 2009 ricopre la carica di Presidente della "Enciclopedia Treccani", dal febbraio 2010 la carica di "senior advisor" in Italia della Deutsche Bank (con il compito, cioè, di interpretare i nostri scenari politici e macroeconomici), dal maggio 2010 la carica di Presidente del "Comitato dei garanti" per le celebrazioni dell’unità d’Italia, dal giugno 2010 la carica di Presidente onorario della "Fondazione Ildebrando Imberciadori" (una istituzione impegnata nella ricerca storica). Una voracità di vecchietto, dunque, niente male. Accompagnata, oltretutto, da una incredibile faccia tosta. E da un pernacchio – virtuale, ma ugualmente sonoro – alla faccia dei giovani.

Universitari così

"Il Ministro La Russa – ha fatto scrivere, sull’ "Unità", lo studente che aveva avuto uno scontro con lui nella trasmissione televisiva "Anno zero" – dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza verso questa generazione senza tutele: la mia borsa di studio, ad esempio, l’hanno prossimo potrebbe essere tagliata e forse non potrò riscrivermi all’università".

Allo studente di "Anno zero", l’anno prossimo, potrebbe capitare davvero di non avere modo di riscriversi all’università. Si starà a vedere, però, il motivo. Perché il Governo taglierà anche la sua borsa di studio o perché verrà invitato a tornare prima alle elementari per imparare che anno si scrive senza l’ acca quando è sostantivo e con l’acca solo quando è verbo?

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento