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Quale riforma fiscale?

Il Parlamento ha votato una legge delega al Governo sulla riforma del Fisco ed entro due anni il Consiglio dei Ministri deve varare un Decreto Legislativo, coerente con la Delega, che non ha bisogno di approvazione parlamentare per la sua entrata in vigore.
Giovedì 16 marzo 2023 il Governo ha “approvato” il contenuto di alcuni fogli in Power Point, del tutto squilibrati nel contenuto: si perde in dettagli su cose di bassa importanza (per es. la tassazione delle plusvalenze dei collezionisti!), mentre lascia nel vago più nebuloso questioni fondamentali, quali: che progressività si ritiene giusta, quante e quali sono le aliquote, che detrazioni resteranno, in che modo sarà articolato il rapporto tra fisco e cittadino, premiando i cittadini non evasori, etc?

La mancanza di decisioni di fondo e lo scarso rigore evidenziato nelle scelte politiche da prendere mi paiono evidenti, purtroppo.
Le riforme sono atti coraggiosi e non possono essere progettate ed attuate, se si consultano continuamente le statistiche sui consensi e si è tropo attenti al grado di fedeltà, ai partiti di maggioranza, dei cittadini.
L’approccio rabberciato alle riforme, su cui ci attaccano i nostri partner europei, è una caratteristica che non riusciamo a perdere!
La legge delega è generica e priva di indirizzi, la prima risposta del Governo è squilibrata, disomogenea e senza punti fermi, con ammiccamenti ai soliti evasori e alla flat tax, che in Europa esiste solo in 7 Paesi Visegrad.
E poi. Vogliamo mettere un solo numero, oltre a quello delle pagine power point, un solo confronto costi benefici quantitativo in un Documento così fondamentale per il nostro funzionamento? Quali considerazioni politiche non esplicita il governo, per proporre al tavolo dei consensi le sue vaghe decisioni?
La Riforma del Fisco costa, tanto più se è fatta bene. Dove li recuperiamo i miliardi di euro che regaliamo ai nostri elettori evasori? Tagliamo finanziamenti alla scuola, alla sanità alle pensioni, agli investimenti produttivi?
Inoltre, non era questo il momento per fare la Riforma del Catasto, che è cugina di quella fiscale?
I comunicati stampa di Palazzo Chigi sulle “decisioni assunte dal Governo per la Riforma del Fisco” io non li capisco. Non vedo, né rintraccio alcuna motivazione seria di fare vaghezza assoluta così presto. Non si poteva discutere nel merito più seriamente e decidere tra un mese in modo più integrato, strategico, preciso e privilegiando le cose essenziali, rispetto a quelle secondarie?
Sembra che le superficialità di Calderoli nelle Autonomie differenziate siano in pieno confermate anche qui.

Sono inadeguati i nostri politici, ma loro non se ne preoccupano, perché non hanno fatta politica per arricchire la cultura, il senso critico e la passione civile dei loro elettori.
I cittadini sono disarmati e tutti in fureria.


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