Un quartiere della Roma imperiale in via del Tritone

Scoperto durante i lavori per la costruzione de La Rinascente
di Serenella Napolitano - 24 Ottobre 2013

C’è tanto e molto ancora da scoprire in archeologia. Anche se a Roma è più facile di qualsiasi altro posto ad ogni scoperta di memoria antica c’è sempre una nuova storia da raccontare, un antico assetto urbanistico da analizzare. Questa volta a restituire il passato di Roma è stata via del Tritone.

In quel luogo dove sorgerà un altro centro fashion e modaiolo (La Rinascente) è stato trovato un intero quartiere romano risalente all’epoca imperiale e vista la vicinanza con Fontana di Trevi, la cui acqua proviene dall’acquedotto Vergine, lo scavo ha restituito anche le strutture antiche del grande acquedotto voluto da Agrippa e ancora funzionante.

Schermata 2013-10-23 alle 15.51.39Domus e insulae (quindi casa di signori e anche condomini) con annesse terme e materiale decorativo di alto pregio come i marmi decorati e mosaici di tessere bianche e nere, è al vaglio degli archeologi che dal 2011 lavorano in quest’area.

A parlare della scoperta l’archeologa Fedora Filippi della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma: “Gli scavi hanno sin dall’inizio messo in luce un tratto dell’Acquedotto Vergine, che segna il limite nord-orientale della proprietà, sul lato opposto rispetto a via del Tritone. L’acquedotto, costruito in età augustea da Agrippa e restaurato senza soluzione di continuità fino ad età moderna, in questo tratto recuperato si sviluppa su arcate in blocchi di tufo e rappresenta l’evidenza più antica individuata”.

Dopo lo scavo e lo studio del materiale si partirà con la conservazione e ovviamente la valorizzazione dell’intera area archeologica. La Soprintendenza fa sapere che “Il bellissimo prospetto delle arcate in blocchi quadrati di tufo col marcapiano in travertino sarà musealizzato nel piano interrato del nuovo edificio”.

Quanto tempo si dovrà aspettare per poter ammirare questo nuovo angolo di storia nel cuore di Roma? La Soprintendenza avverte che “ci vorrà ancora qualche mese per verificare la consistenza archeologica nel sottosuolo e completare le indagini”.


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