Raddoppia ogni sei anni il numero di casi di autismo

A Palazzo Marini il convegno 'Autismo oggi. Lo stato dell’arte' promosso da Paola Binetti
di Concetta Di Lunardo - 10 Ottobre 2012

Si è concluso da qualche giorno, presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini a Roma, il convegno promosso da Paola Binetti (Udc) “Autismo oggi. Lo stato dell’arte”, che ha acceso i riflettori su un disturbo che cresce a dismisura compromettendo l’interazione e la capacità di comunicare con gli altri.

L’autismo è più diffuso del diabete, della fibrosi cistica, della distrofia muscolare e della sindrome di down: “Si stima che il numero di soggetti coinvolti da questa sindrome raddoppi ogni 6 anni e che tra 5 anni potrebbe colpire 1 bambino su 50, ovvero un maschietto ogni 31.”

“Si tratta di un disturbo pervasivo dello sviluppo che richiede approcci diversificati – ha spiegato Paola Binetti – riguardando appunto situazioni e soggetti molto differenti l’uno dall’altra: si passa da autistici ad alto funzionamento a quelli a basso funzionamento con difficoltà di autonomia. Le comunità scientifica e politica devono essere sensibili a queste problematiche – ha sottolineato la deputata – è importante legittimare gli approcci proposti con rigore e serietà, garantendo ad operatori responsabili la possibilità di accedere alle differenti terapie”.

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Per la Binetti le Linee Guida presentate dall’Istituto Superiore di Sanità lo scorso gennaio "sembrano sbilanciate, non essendo capaci di garantire i diversi modelli di trattamento. Esiste la necessità di integrare i modelli terapeutici seri nelle varie fasi del percorso evolutivo del soggetto autistico. La comunità scientifica “valorizzi ciò che c’è di buono negli approcci proposti perché occorre una risposta multipla e integrata – ha concluso Binetti – la politica deve fare la sua parte, garantendo la pluralità dei modelli terapeutici definiti in un contesto responsabile e trovando risorse economiche per aiutare le famiglie nel rispetto della loro volontà”.

Per Garaci, presidente dell’ Istituti Superiore di Sanità, le Linee Guida sono un punto di partenza che “dovranno includere sempre più esperienze terapeutiche soprattutto nei casi come l’autismo in cui le conoscenze navigano in mari molto tempestosi. Ciò che però è necessario è comunque avere una bussola e, fatta salva la complessità nella valutazione dei risultati della terapia, l’esplorazione di un’ipotesi di cura deve mostrare di avere un indirizzo e di giungere a una qualche destinazione e per fare questo deve compiere un percorso di sperimentazione e di produzione di risultati, anche a tutela delle persone ammalate che rischierebbero di vedere le illusioni elencate tra le terapie. 

Di fronte a un dramma come quello dell’autismo – ha affermato Enrico Garaci, presidente dell’Iss – e alle ancora poche conoscenze in merito alla patogenesi ma anche a trattamenti risolutivi la cosa più difficile è districarsi nella giungla di tutto ciò che viene offerto o che può costituire un supporto. In questo difficile compito – ha proseguito – ci siamo incamminati come Istituto nel realizzare il coordinamento delle ‘Linea guida per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico in età evolutiva’.

Il ministro della Salute Balduzzi ha ribadito la volontà del Ministero di occuparsi delle dinamiche connesse all’autismo, poiché “Sussistono – ha affermato il ministro – tuttora timori e problemi di comunicazione che ritardano la diagnosi ed il trattamento precoci, da effettuarsi nei primissimi anni di vita; i servizi sociosanitari non sono ancora sufficienti e molta parte dell’assistenza è sostenuta dalle famiglie."

In relazione alle linee guida emanate dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ottobre 2011, Balduzzi ha tracciato linee di indirizzo da proporre alle Regioni con l’obiettivo di creare una rete di servizi sanitari per la diagnosi e il trattamento precoce dell’autismo. " La conoscenza dell’ attuale diffusione nella popolazione dell’autismo e degli altri disturbi evolutivi globali (“spettro autistico”) e la consapevolezza delle forti implicazioni che tali condizioni hanno sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie, richiedono – ha ribadito il ministro- alle Istituzioni sanitarie, ma anche sociali ed educative, nazionali e regionali un rinnovato e concreto impegno.”

Le Linee Guida appaiono al momento come qualcosa di potenzialmente perfettibile, e sicuramente soggette a costanti adattamenti alla rapidissima evoluzione della letteratura specialistica, ma forniscono una base di discussione e confronto. La pubblicazione delle LG sui trattamenti ha rappresentato un punto di arrivo importante, ma le stesse LG auspicano l’implementazione di altri studi clinici controllati, così che entro la data prevista per la loro revisione nel 2015, sia possibile validare con metodi scientifici e basati sull’evidenza eventuali nuovi approcci terapeutici in grado di migliorare la qualità della vita dei tanti autistici e delle loro famiglie.


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