

Un passaggio delicato per la Pisana, destinato a segnare la prossima fase dell’azione amministrativa regionale
Si chiude un capitolo nella giunta regionale del Lazio. Giuseppe Schiboni lascia l’assessorato al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione e all’Urbanistica per assumere il nuovo incarico nel Consiglio di amministrazione di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Una scelta che diventerà effettiva nei prossimi giorni e che lo stesso Schiboni ha motivato con parole chiare: «La serietà richiesta dal nuovo incarico rende impossibile mantenere entrambi i ruoli».
Pur non esistendo incompatibilità formali tra le due posizioni, l’ex assessore ha deciso di fare un passo indietro dalla giunta guidata dal presidente Francesco Rocca, spiegando di voler garantire piena dedizione al nuovo ruolo in ambito sanitario nazionale.
Una decisione che, nelle sue parole, nasce dal rispetto per le istituzioni e per le comunità rappresentate.
Nel congedarsi dall’assessorato, Schiboni ha tracciato un bilancio delle politiche portate avanti negli ultimi anni, segnate da interventi mirati soprattutto a ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro e a rafforzare le politiche attive.
Tra i risultati rivendicati spicca il capitolo dedicato all’inclusione e al sostegno alle persone con disabilità.
Per l’anno scolastico 2025-2026 la Regione ha stanziato 62 milioni di euro per l’assistenza specialistica nelle scuole, mentre 10 milioni di euro sono stati destinati a misure per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, sbloccando un settore che da oltre dieci anni attendeva nuovi interventi strutturali.
Importanti anche gli investimenti sulle politiche attive del lavoro. Tra il 2024 e il 2025 sono stati messi in campo 42 milioni di euro attraverso i bandi “Salgo” e “Risalgo”, programmi pensati per sostenere l’occupazione di giovani e lavoratori over 50.
Un altro fronte su cui si è concentrata l’azione dell’assessorato riguarda il rapporto tra imprese e capitale umano.
In questa direzione sono stati lanciati i programmi “Spazio Sviluppo” e “Acchiappa Talenti”, quest’ultimo con una dotazione di 21 milioni di euro per incentivare l’inserimento lavorativo di figure altamente qualificate e favorire il rientro di professionisti e ricercatori nel Lazio.
L’obiettivo, ha spiegato Schiboni più volte durante il suo mandato, era quello di superare una logica assistenzialista e costruire strumenti capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale.
Tra le iniziative più ambiziose avviate durante la sua gestione figura il piano di potenziamento dei Centri per l’impiego.
Il progetto, finanziato con circa 86 milioni di euro, punta a ridisegnare la rete dei servizi pubblici per il lavoro sul territorio regionale.
Il piano prevede infatti il raddoppio delle sedi attuali, con l’individuazione di 80 nuovi uffici tra centri e sportelli locali, con l’obiettivo di garantire una maggiore prossimità dei servizi a cittadini e imprese e migliorare l’efficacia delle politiche occupazionali.
Prima di lasciare l’incarico, Schiboni ha inoltre avviato i lavori su due interventi normativi destinati a incidere in modo significativo sull’assetto amministrativo regionale: il Testo Unico del Lavoro e il Testo Unico in materia urbanistica.
Due strumenti che, nelle intenzioni dell’ex assessore, dovrebbero contribuire a semplificare procedure e regolamenti, riducendo la burocrazia e rendendo più efficiente l’azione della pubblica amministrazione.
Nel suo messaggio di commiato, Schiboni ha voluto ringraziare il presidente Francesco Rocca, il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone e l’intera squadra di governo regionale per la fiducia ricevuta.
«Ho lavorato all’insegna dell’equità e del merito – ha dichiarato – cercando di introdurre elementi di discontinuità rispetto al passato».
La sua uscita dalla giunta apre ora la partita per la successione in uno degli assessorati più strategici della Regione, proprio mentre si avviano i cantieri legislativi legati alla semplificazione del lavoro e dell’urbanistica.
Un passaggio delicato per la Pisana, destinato a segnare la prossima fase dell’azione amministrativa regionale.
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