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Regione Lazio, Rocca: su sanità prime risposte dopo 10 anni di disastri

“Pubblico e privato concorrono a realizzare obiettivi di salute”

In queste ore il centrosinistra in regione Lazio è in preda a una vera e propria crisi di nervi, probabilmente perché queste prime risposte che stiamo dando in sanità gli fanno male, dopo dieci anni nei quali sono stati al governo e hanno ridotto la nostra sanità al disastro senza mai dare risposte concrete”. Lo ha affermato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in un video pubblicato su Facebook.

Vengo rimproverato – ha spiegato Rocca – di aver investito alcuni milioni di euro sulla sanità privata e quindi sarei l’amico del privato e nemico del pubblico. Ristabiliamo un po’ di verità e facciamo chiarezza: io sono arrivato e ho trovato” che la situazione di sovraffollamento dei pronto soccorso era dovuta al fatto che “per dieci anni non c’è stata una programmazione rispetto una popolazione che invecchia e quindi ho avviato un progetto sperimentale che coinvolge le strutture private che si sono messe a disposizione, e che non hanno autonomia di ricovero”, per le degenze di minore intensità.

Ecco questo – secondo Rocca – li ha fatti impazzire perché rimproverano me per alcuni milioni di euro quando D’Amato, l’assessore alla sanità del governo Zingaretti, in cinque anni ha aumentato la spesa verso il privato di mezzo miliardo di euro. Hanno il coraggio di parlare al sottoscritto di questo per un totale di 15 miliardi in cinque anni, allora abbiano almeno la decenza, dopo aver ridotto la nostra sanità in queste condizioni, di tacere e non di parlare a vanvera”.

Io – ha concluso Rocca – sto cercando insieme alla mia squadra di dare delle risposte importanti. Pubblico e privato insieme concorrono alla realizzazione degli obiettivi di salute di una di una regione ma bisogna farlo con chiarezza, con fermezza, con regole chiare e soprattutto guardando all’interesse dei cittadini.

 

La mia grande scommessa è ridare dignità alla nostra sanità, dare le risposte ai nostri cittadini e dare dignità professionale ai nostri medici, agli infermieri, ai professionisti sanitari, alle tante persone che lavorano all’interno delle nostre strutture ospedaliere con grandi sacrifici e con i quali noi siamo finalmente dando le prime risposte”.

 


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