Responsabilità delle professioni sanitarie

Al via il Decreto Legge N.158, 13 settembre 2012. Regolamentazione deontologica per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e adolescenti
di Concetta Di Lunardo - 29 Settembre 2012

E’ in vigore da qualche giorno il Decreto Legge N.158, 13 settembre 2012 (Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13.09.12, pag. 3) sulla responsabilità professionale di chi esercita le professione sanitaria. Una sorta di regolamentazione deontologica che affianca le linee guida relative al trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti:

Art 3. Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie
1. Fermo restando il disposto dell’articolo 2236 del codice civile, nell’accertamento della colpa lieve nell’attività dell’esercente le professioni sanitarie il giudice, ai sensi dell’articolo 1176 del codice civile, tiene conto in particolare dell’osservanza, nel caso concreto, delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.

Le linee guida sono uno strumento di formazione e aggiornamento per la professione sanitaria sintesi di confronti, dibattiti e progetti di ricerca, pertanto possono essere uno strumento di aggiornamento e formazione per il medico, oltre che: “raccomandazioni di comportamento, messe a punto mediante un processo di revisione sistematica della letteratura scientifica e delle opinioni di esperti, che possono essere utilizzate come strumento per medici e amministratori sanitari per migliorare la qualità dell’assistenza e razionalizzare l’utilizzo delle risorse”.
Laddove quei comportamenti raccomandati vengono disattesi, da oggi il Decreto Legge N.158, 13 settembre 2012, richiama, con sanzioni potenzialmente pesanti, ad una maggiore etica della professione.

“Il Decreto 158 del 13 settembre  – dichiara Colonnello Antonio Altomari, presidente della cooperativa sociale Autismo e Futuro Onlus – rappresenta senz’altro uno strumento prezioso a disposizione delle famiglie nel confronto con le Asl, soprattutto quando il medico preposto non è adeguatamente informato sulle linee guida e sulle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale e internazionale o quando non è in grado di applicarle".
"Il Decreto può essere un ulteriore strumento a disposizione delle famiglie – dichiara Francesco Toscano, direttore di Autismo e Futuro Onlus – che possono così far valere il loro diritto ad avere informazioni corrette ed aggiornate e denunciare, nel caso, il ricorso a metodi e terapie che non hanno alcun riscontro di efficacia documentato o documentabile. Ciò detto, ribadiamo che in ogni caso la prima necessità per le famiglie è e rimane la creazione di servizi specializzati sul territorio”.


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