Riflessioni sulle vecchie/nuove scoperte sotto la Piazza del Pantheon

Il Campo Martio e la sua vita ieri, oggi, domani
Olga Di Cagno - 6 Maggio 2020

Foto Scuola Romit

Al Pantheon ritrovato un pavimento imperiale… Così titolavano ieri i giornali cittadini calamitando l’attenzione dei romani, spesso disattenti circa le ricchezze nascoste della loro città.

Siamo a Roma, Campo Martio, Piazza della Rotonda, un giorno qualsiasi di un cantiere di gestione di sottoservizi, in un giorno qualunque della quarantena.

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Roma è molto più di quello che mostra al mondo, ai turisti ai suoi stessi abitanti. Roma conserva, alcune volte preserva, altre distrugge, testimonianze di quasi tre millenni di storia che sul suo suolo hanno contribuito a realizzare la storia di una città unica al mondo.

Succede, e succede più spesso di quanto si possa comunemente pensare, che si apra un cantiere “facile e tranquillo” ed all’improvviso ci si trovi letteralmente dentro una situazione tutt’altro che “facile e tranquilla”.

Quando in una piccola buca si intravede un mondo

A me è successo, e più di una volta, e quella sensazione, quella scarica di adrenalina che improvvisa ti scorre dentro non si dimentica; all’improvviso una piccola buca fa scorgere dentro qualcosa di strano; i sensi di archeologo si allertano e nei pochi metri che separano l’incognito dai rumori del martello pneumatico, dall’escavatore, dalle voci dentro e fuori il cantiere  si percorre un corridoio del tempo: tutti i rumori intorno si affievoliscono fin quasi a scomparire perché il ritmo del proprio cuore comincia ad accelerare.

In una piccola buca si intravede un mondo, quello studiato sui resoconti dei tanti colleghi che prima del tuo intervento hanno sondato, conosciuto ed analizzato la storia, quel mondo che si sa essere lì ma che pochi sanno esattamente dove, da quanto tempo e perché.

In quella piccola buca si scorge, come in un racconto fantastico, il riemergere di un passato arcano e misterioso, noto eppure ancora sconosciuto.

Quando poi si giunge sul limitare della soglia allora tutto, ma proprio tutto, assume un significato nuovo: si è davanti ad una porzione del passato che spetta solo a te far riemergere, per poterlo custodie e tramandare.

Piazza della Rotonda, è un luogo significativo per tutta la Città, lì è stato edificato forse il più grande monumento alla gloria universale di Roma: il Pantheon, eppure lì viveva anche prima  una parte della Città. Il Campo Marzio era la regione augustea dedicata alle cose militari (Marte era il dio della guerra), ma anche l’area nella quale Augusto fece costruire i Saepta Iulia, il suo mausoleo e l’Ara Pacis.

La riscoperta dell’antico lastricato

Roma, la città eterna, non può non onorare questo soprannome senza, ogni tanto, inaspettatamente, elargire alcuni dei sui tesori nascosti ed ecco che, come è successo recentemente, proprio dove in tempi normali transitano centinaia di migliaia di turisti, forestieri e romani, riemerge dalle profondità della piazza, a poco meno di tre metri di profondità, un lastricato di travertino ovvero alcune lastre di travertino, appunto, di notevoli dimensioni.

Erano più di vent’anni che queste testimonianze non vedevano la luce (agli anni 90 del secolo scorso, infatti, risale la documentazione che testimonia del ritrovamento, anche allora fortuito, dell’antica pavimentazione): sono state riscoperte esattamente come erano state lasciate: in buono stato di conservazione e ricoperte da uno strato di terra a base pozzolanica protettiva.

Tutela e conservazione sono atti necessari affinché queste meraviglie possano continuare a dormire per essere svegliate ogni tanto.

Ma la valorizzazione?

Quante altre scoperte? Quanti altri monumenti funerari, pavimentazioni, lastricati stradali, sono stati discoperti, salutati da folle di curiosi festanti, ammirati da viandanti e poi relegati all’oblio della ricopertura o peggio della trascuratezza?

Piazza della Rotonda è famosa in tutto il mondo, ma altre zone di Roma hanno testimonianze ammirabili ed entusiasmanti, eppure, dopo un coro trionfalistico, alcune di queste vengono lasciate all’incuria ed al degrado.

La pavimentazione imperiale posta al di sotto del piano stradale dell’attuale Piazza della Rotonda sarà presto ricoperta e conservata al meglio, ritornerà al buio e solo alcuni se ne ricorderanno.

Ma chi si ricorderà di tutti gli altri splendidi tesori disseminati nelle aree meno frequentate dai turisti? Chi si occuperà della loro conservazione, tutela e valorizzazione?


Commenti

  Commenti: 1


  1. Un Paese ed il suo popolo ricevono dagli altri solo il rispetto che sono in grado di meritare.
    I meriti che comportano rispetto sono molti: Scientifici, Artistici, Economici, Civili, Culturali, Storici e tanti altri ancora.
    Per perdere invece il diritto a ricevere rispetto basta un solo demerito: che un Paese ed il suo popolo perdano il rispetto verso se stessi e perdano la memoria storica di quanto quello stesso Paese e gli antenati di quello stesso popolo siano stati capaci di realizzare per l’amore verso il proprio Paese.
    Facciamo in modo che i nostri discendenti non debbano vergognarsi della nostra generazione!

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