Riprendono gli Incontri Letterari, tenuti dalla prof.ssa Loredana Mambella

Da giovedì 3 ottobre ore 17.00 Analisi e commento Canto XVII del Paradiso di Dante
Redazione - 27 Settembre 2019

Riprendono gli Incontri Letterari, tenuti dalla Prof.ssa Loredana Mambella presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso Via delle Cave di Pietralata,63) nel IV Municipio.

CALENDARIO INCONTRI

Giovedì 3 ottobre ore 17.00 Dante .Paradiso Analisi e commento Canto XVII

Giovedì 10 ottobre ore 17.00 La favolistica greca e latina.Esopo e Fedro.

Giovedì ottobre 17.00 ore 17.00 Corso di Filosofia.Pitagora e la Scuola dei pitagorici.

Giovedì ottobre 24 ore 17.00 Corso di Storia locale e territoriale.La grande bellezza delle
periferie romane.IV Municipio.COLLI ANIENE

Giovedì 31 ottobre ore 17.00 Dante Paradiso Analisi e commento Canto XVIII


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  1. Vittorio Santarsiere


    3 OTTOBRE 2019 ORE 17 – Biblioteca Parrocchia S. Romano Martire, Roma, largo Beltramelli – accesso via Cave di Pietralata 63. Vi è stata la lettura integrale, poscia l’analisi e commento del Canto XVII Paradiso della Divina Commedia dell’Alighieri. Con magistrale lezione svolta dall’ottima Professoressa Loredana Mambella, sono così riprese le lezioni per gli Accademici della via Tiburtina, gruppo spontaneo di studiosi della filologia dantesca, della filosofia del tempo dell’Alighieri, di storia locale e territoriale – afferente alla “Grande bellezza delle Periferie romane” infra IV Municipio di Roma Capitale. Scenario è ancora il Cielo di Marte; personaggi: Dante stesso, Beatrice, ancora Cacciaguida, trisavolo del Poeta, già incontrato al Canto XVI. Nel XVII si parla dell’esilio che predice l’antenato (22).
    Cacciaguida degli Elisei (FI 1091 – Paalestina 1148 ) è posto nel Cielo di Marte, perché militare crociato. Esso dice a Dante dell’esilio ed i dissapori con i compagni della fazione guelfa bianca e l’amicizia con gli Scaligeri di Verona, Bartolomeo e Cangrande. Dubbi dell’Alighieri sulla opportunità di raccontare nel mondo ciò che ha visto nel viaggio ultra terreno. L’avo gli risponde che la sua testimonianza ha valore sacro, educativo. Ma, discendendo nel mondo defunto insieme con Virgilio mi furono dette parole gravi sul mio futuro, sicché vorrei sapere quale “fortuna” mi si approssima in quanto una freccia che sta per giungere pare più lenta, meno dolorosa”. In aggiunta, “tu lascerai ogni cosa piacevole, questa essendo quella ferita che l’arco dell’esilio lascia per prima”. E, tu proverai si’ come sa di sale lo pane altrui e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”. (terzina 58 – 60).
    A titolo di comparazione si è riportato che l’Ariosto si dichiarò stanco di osannare il Signore che lo ospitava; il Foscolo dovette scappare da Venezia, perché non gli piaceva la vita vissuta militarmente.
    Il lettore del canto de quo viene immerso in una successione di immagini evocative, forti, originali, vieppiù valorizzate dalla colta docente.“”””

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