Roma avvolta da una densa nube di fumo

Scoppia un incendio in autodemolitore sull’Appia. Una giornata di intenso lavoro per placare le fiamme. Ferito un Vigile del Fuoco
di Alessandra De Salvo - 13 Luglio 2009

1- La nube vista da San Giovanni. Foto di Alessandra De Salvo. 2-3-4- Foto di Vincenzo Lacasalibre.

Una fitta nube di fumo nero si è alzata nel cielo della capitale a partire dal primo pomeriggio di domenica 12 luglio 2009. La nube ha raggiunto i 40 e 50 metri d’altezza ed è stata visibile da quasi tutta Roma. L’incendio divampato da uno sfasciacarrozze sito tra via Appia Nuova e via dell’Almone, a ridosso del parco della Caffarella, è scoppiato poco prima delle tre di pomeriggio ed ha richiesto un massiccio intervento di soccorritori. Sono entrate in azione una decina di squadre dei vigili del Fuoco, 15 squadre della Protezione Civile, elicotteri per spargere schiuma e il "Super Dragon", un mezzo speciale utilizzato per spargere contemporaneamente acqua e schiuma, prestato in via eccezionale dall’aeroporto di Ciampino. L’incendio, nonostante la pronta reazione del custode che avvertito da uno dei suoi cani, ha immediatamente dato l’allarme, si è esteso fino a minacciare il vicino campo da golf ed il Parco dell’Acqua Egeria ed ha portato alla chiusura al traffico di via Appia Pignatelli, via dell’Almone e di un tratto di via Appia Nuova. Un vigile del fuoco è rimasto leggermente ferito. Ricoverato d’urgenza in ospedale, le sue condizioni non destano preoccupazione. “Abbiamo sentito degli scoppi e solo dopo ci siamo resi conto della nube proveniente dallo sfasciacarrozze” ha dichiarato una signora residente vicino al luogo dell’incendio.
Le operazioni di spegnimento di quello che il vice comandante dei vigili del fuoco della Provincia di Roma, Mauro Bergamini, ha subito definito un evento “di natura dolosa o colposa” sono state lente e difficoltose. Le fiamme continuavano ad alimentarsi a causa dei serbatoi delle macchine e degli impianti a Gpl. Fino a sera si sono succedute esplosioni e fiammate alte fino a sette metri. La situazione è rientrata intorno alle 20, ma i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare l’intera notte per mettere completamente a tacere le fiamme.
Ed è subito polemica sugli sfasciacarrozze che non dovrebbero trovarsi all’interno della città ma venire collocati fuori dal raccordo.

Dopo aver appreso la notizia dell’incendio il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha chiesto ai Vigili del Fuoco di Roma un rapporto tecnico non solo per conoscere le cause di questo grave incidente ma per stabilire tutte le misure idonee ad evitare il ripetersi di simili episodi.
“Non è ammissibile – ha dichiarato Alemanno – che all’interno della nostra città si sviluppino incendi di questa portata che mettono in grave difficoltà i Vigili del Fuoco e tutte le strutture di soccorso. Vogliamo sapere se tutti i regolamenti sono stati rispettati mentre, la settimana prossima, ci incontreremo con il commissario regionale per i rifiuti, Pierluigi Di Palma, per definire gli interventi che Regione e Comune devono attuare per una chiara regolamentazione e dislocazione degli operatori del settore autodemolizioni”.
“Un plauso agli uomini e alle donne dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale dello Stato e della Protezione civile” arriva da Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma. “Se da un lato – dichiara Santori – l’incendio sviluppatosi conferma la grande efficienza della macchina d’intervento immediato che il Comune di Roma e la Regione Lazio, grazie alla preziosa azione degli uomini del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, sono in grado di mettere in campo nelle situazioni d’emergenza, dall’altro si ripropone violentemente il tema delle gravi ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini e sul rischio ambientale dovuto al posizionamento degli autodemolitori all’interno dei centri abitati. Ogni anno sono oltre 150.000 le auto che vengono rottamate nel territorio del Comune di Roma e che quindi la funzione e il lavoro degli autodemolitori è da ritenersi fondamentale per la corretta gestione delle auto fuori uso – conclude la nota – la normativa vigente impone però ferree norme di ubicazione dei demolitori di veicoli a motore ubicandoli fuori dai centri abitati dove per centro abitato si intende un raggruppamento continuo costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada”.

 


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