

L’iniziativa, frutto di un tavolo di lavoro istituito a fine 2023, mira a ridurre gli ostacoli burocratici e a garantire ai detenuti strumenti concreti per il reinserimento sociale
Un percorso di cambiamento che parte dalle carceri e guarda al futuro. Con quattro protocolli d’intesa, Roma Capitale mette in campo un piano ambizioso per migliorare la vita dei detenuti, offrendo loro servizi essenziali, assistenza, opportunità di formazione e reinserimento lavorativo.
L’obiettivo? trasformare il periodo di detenzione in una possibilità concreta di riscatto, riducendo il rischio di recidiva e rafforzando il legame tra istituzioni e territorio.
Quattro pilastri per un futuro migliore
L’iniziativa, frutto di un tavolo di lavoro istituito a fine 2023, mira a ridurre gli ostacoli burocratici e a garantire ai detenuti strumenti concreti per il reinserimento sociale. Ecco i punti chiave:
Servizi anagrafici: semplificazione delle procedure per il rilascio di documenti essenziali.
Supporto socio-sanitario: accesso facilitato ai servizi sociali, ai colloqui con gli avvocati e alle cure per le dipendenze.
Accoglienza e ascolto: un servizio dedicato ai detenuti senza familiari e il potenziamento delle biblioteche carcerarie, con oltre 50.000 titoli disponibili.
Lavoro e formazione: percorsi di empowerment per le donne e corsi di formazione professionale per prevenire la recidiva.

Il progetto “Fratelli Tutti” e il coinvolgimento di Papa Francesco
Un’iniziativa particolarmente innovativa è il progetto Fratelli Tutti, presentato in collaborazione con Papa Francesco.
L’obiettivo è formare figure professionali capaci di gestire le nuove macchine di compostaggio, offrendo ai detenuti un’opportunità di lavoro sostenibile.
Inoltre, grazie ai fondi del PNRR, verranno finanziati programmi di orientamento, formazione e accompagnamento lavorativo, con particolare attenzione alle donne.
Un sistema di biblioteche per la crescita personale
La cultura diventa un ponte per la riabilitazione. Con 16 biblioteche già attive all’interno delle strutture penitenziarie di Roma, i detenuti potranno accedere a un vasto catalogo di libri e a progetti di formazione legati alla gestione delle biblioteche.
«Chi entra in questi spazi – ha spiegato l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio – si informa, legge, cresce. Possiamo sviluppare ulteriori percorsi di formazione legati al sistema bibliotecario».
Un protocollo che coordina e rafforza i servizi
Le cinque carceri romane ospitano attualmente 3.383 detenuti, una popolazione che necessita di risposte concrete.
«Troppo spesso i percorsi di reinserimento si interrompono per mancanza di coordinamento tra istituzioni e territori – ha sottolineato Giacinto Siciliano, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria – Questi protocolli aiutano a rendere le procedure più chiare ed efficaci».
Soddisfatta anche la garante dei detenuti di Roma, Valentina Calderone: «Per la prima volta si cerca di sistematizzare servizi essenziali, a cui le persone in carcere altrimenti non potrebbero accedere».
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