

Il Consiglio di Stato boccia il pugno duro del Campidoglio avviato ai tempi della giunta Marino
Un esilio durato più di un decennio e spazzato via con un colpo di spugna giudiziario che riapre una ferita mai del tutto rimarginata nel cuore della Capitale. Il primo storico banchetto di souvenir gestito dagli “urtisti” è ricomparso all’ombra del Colosseo.
Questa volta, però, nessun blitz abusivo o blitz di protesta: la presenza del venditore è blindata da una pronuncia epocale del Consiglio di Stato, che obbliga il Comune di Roma a restituire alla categoria i luoghi di lavoro storicamente occupati.
Si chiude così, almeno sul piano legale, il braccio di ferro tra l’amministrazione capitolina – da anni impegnata nella tutela del decoro urbano attorno ai monumenti di maggior pregio – e i commercianti di una corporazione la cui presenza su strada risale addirittura all’Ottocento.
La settima sezione del supremo tribunale amministrativo ha infatti accolto integralmente il ricorso degli ambulanti, ribaltando l’impostazione seguita dal Campidoglio.
Per ricostruire le origini dello scontro bisogna tornare indietro fino al novembre 2014, quando la giunta guidata dall’allora primo cittadino Ignazio Marino approvò le direttive del “Tavolo per il decoro”.
Quel provvedimento decretò l’incompatibilità delle bancarelle con le aree di pregio storico, imponendone il trasferimento forzato e cancellando la presenza degli urtisti da piazze iconiche come Fontana di Trevi, piazza di Spagna, Pantheon, piazza Navona e lo stesso Anfiteatro Flavio.

Come sottolineato dal portavoce degli operatori, Angelo Pavoncello, in tutti questi anni la categoria si è trovata a fare i conti con gravissime ristrettezze economiche, costretta a ruotare nell’unica area concessa nei pressi di San Pietro con turni di lavoro ridotti a una sola giornata ogni due mesi.
Nel merito della decisione, Palazzo Spada ha rilevato una grave lacuna nell’operato del Comune: Roma Capitale non ha mai avviato alcun reale procedimento basato sul confronto partecipato con gli ambulanti.
Da qui scaturisce l’obbligo tassativo per il Campidoglio di garantire l’immediata riassegnazione temporanea dei vecchi stalli in attesa di eventuali diversi accordi.
La notifica formale della decisione è giunta sulle scrivanie comunali tramite PEC inviata dai legali dei ricorrenti. Senza attendere i tempi burocratici per la rimodulazione dei turni, gli urtisti hanno riattivato la prima postazione originaria proprio a due passi dal Colosseo, posizionando una struttura aderente ai requisiti tecnici previsti.
Gli stessi agenti della Polizia Locale, sopraggiunti sul posto per gli accertamenti di rito, hanno dovuto prender atto della legittimità dell’occupazione garantita dalla pronuncia giudiziaria.
Il piano della categoria prevede ora il ripristino progressivo di tutti i 59 banchi storici rimossi nel 2014.
Gli esercenti si dicono pronti ad assicurare la massima tutela del patrimonio monumentale, auspicando contestualmente l’apertura immediata di un tavolo istituzionale con l’amministrazione per definire regole condivise e contemperare le esigenze lavorative con la tutela del centro storico.
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