Roma, nidi senza aria condizionata: il piano estivo arriva in ritardo?

Le installazioni degli impianti sarebbero dovute partire lo scorso anno

La Capitale, dopo aver affrontato un freddo inverno, si trova ora a fare i conti con un altro grande incubo: l’estate, e il caldo torrido che colpisce i nidi comunali.

La scena sembra quella di un copione già visto, in cui le scuole dell’infanzia, ancora una volta, rischiano di trovarsi senza i necessari impianti di condizionamento, un problema che i municipi cercano di risolvere ormai da troppo tempo.

Un piano di condizionatori promesso e mai partito. Nel lontano 2021, il Comune aveva siglato un accordo per acquistare impianti di condizionamento per i nidi, con un investimento di un milione e mezzo di euro.

Ma l’aria condizionata promessa ai piccoli romani non è arrivata. L’estate 2024 è passata senza che i condizionatori venissero installati, lasciando migliaia di genitori e educatori a lottare contro il caldo estremo.

Ora, con l’estate 2025 alle porte, la domanda è la stessa: ce la faranno a mettere in campo un piano che funzioni davvero?

Il piano doveva essere avviato già lo scorso anno. Eppure, ancora oggi, non è chiaro se la macchina amministrativa riuscirà a rispettare i tempi.

L’installazione dei condizionatori è diventata una priorità, ma i municipi continuano a fare i conti con un calendario che si fa sempre più stretto. “Se non ci arriveremo in tempo, non potremo più giustificarci con i cittadini,” avverte la Fermariello presidente della commissione scuola di Roma Capitale, con un tono che non lascia spazio a ulteriori ritardi.

La soluzione, finalmente, è in movimento. Dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici è arrivata la notizia che la gara per i condizionatori è stata finalmente aggiudicata. Ma c’è un ma.

Le prime installazioni dovrebbero partire ad aprile, ma i municipi chiedono risposte immediate. Dove andranno installati i 500 impianti previsti? Quali nidi saranno i primi ad essere raffreddati, e quali, purtroppo, dovranno aspettare? Il tempo stringe.

I municipi, da Nord a Sud della città, lanciano un grido d’allarme. A partire dal municipio II al municipio XIII, tutti chiedono la stessa cosa: “Accelerate, o rischiamo di essere impreparati anche quest’estate.”

Le strutture educative, senza impianti, rischiano di diventare il forno dove bambini ed educatori si troveranno a soffrire. In alcuni municipi, infatti, sono già emersi problemi con impianti recenti, che presentano malfunzionamenti dovuti ai voltaggi non compatibili con le necessità delle strutture.

Il municipio V ha vissuto sulla propria pelle i disagi dell’estate scorsa: “Abbiamo dovuto improvvisare con 60 condizionatori mobili,” racconta Cecilia Fannunza, assessore alla Scuola.

Nonostante il grande impegno, solo due nidi su 12 sono stati dotati di impianti funzionanti. E ora, con l’estate alle porte, la preoccupazione è che non si riesca a fare abbastanza in tempo per garantire la sicurezza e il comfort di tutti.

A rendere ancora più complessa la situazione è il piano di efficientamento energetico, il famoso Cis, che dovrebbe coinvolgere anche i nidi. Questi lavori dovevano partire già lo scorso anno, ma non sono mai iniziati.

E ora, i municipi chiedono: “Cosa succederà se i lavori sul Cis partiranno proprio quest’estate?” Il rischio è che molte strutture restino chiuse o, peggio, non vengano neppure ristrutturate, lasciando i bambini e il personale educativo ancora una volta nel mirino del caldo insostenibile.

Fermariello, insieme ad Antonio Stampete, presidente della Commissione Lavori Pubblici, ha incontrato i responsabili del Dipartimento Infrastrutture per fare il punto della situazione.

“Ogni giorno che passa è un giorno perso,” ha dichiarato con forza la presidente della Commissione Scuola. I tempi stringono, e non c’è più spazio per errori. La capitale non può permettersi di fallire un altro anno.

Ma non basta solo comprare i condizionatori: dove saranno messi? Come spiegato da Andrea Marzi, del Dipartimento Infrastrutture, il piano non è ancora definitivo.

I sopralluoghi, necessari per individuare le strutture che dovranno essere rinfrescate per prime, sono ancora da fare. Il rischio è che le decisioni finali vengano prese troppo tardi, senza una chiara visione di come si distribuiranno le risorse.

Le richieste dai municipi non si fermano. Paola Ilari, assessore al municipio III, sottolinea che “non possiamo aspettare altro tempo.” Anche Paola Rossi del municipio II mette in evidenza che molti dei nidi che avevano bisogno di interventi sono quelli coinvolti nel piano Cis, e che, senza risposte immediate, le strutture potrebbero non aprire affatto.

Nel municipio XIII, l’assessora Arianna Ugolini lancia il suo allarme: “Non avevamo fondi per i condizionatori, quindi ci siamo arrangiati. Ma ora non possiamo continuare così.”

“Ce la faremo, ma solo se non ci sono ritardi” Stefano Sampaolo, dell’assessorato alla Scuola, è il portavoce dell’ottimismo. “Abbiamo già una ricognizione fatta l’anno scorso, quindi non partiamo da zero,” dice. Tuttavia, l’obiettivo è chiaro: non possono esserci tempi morti. “Ce la faremo, ma dobbiamo fare presto,” conclude con determinazione.

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