

La sfida del Campidoglio per trasformare i "non-luoghi" in spazi di comunità
Trasformare il grigio in vivace, il anonimo in accogliente. È questo l’obiettivo di Piazze partecipate di periferia, il progetto promosso dall’Assessorato capitolino alle Periferie, pensato per restituire identità e funzione agli spazi urbani meno valorizzati.
Presentato durante l’evento Per X – Persone, Periferie, PeRoma, il progetto punta a far vivere le piazze come veri e propri cuori pulsanti dei quartieri, richiamando il modello dei borghi e delle città più piccole, dove il centro di aggregazione coincide con lo spazio pubblico condiviso.
Molti degli spazi scelti sono già frequentati da famiglie, associazioni e residenti, ma spesso mancano di identità, sicurezza e qualità. Con il progetto, questi luoghi verranno trasformati in piazze riconoscibili: spazi belli, funzionali, accessibili e capaci di favorire la socialità.
“Una piazza non è solo uno spazio fisico – spiega l’assessore alle Periferie Pino Battaglia – È il luogo dove una comunità si riconosce, si incontra, costruisce legami. Portare la piazza nelle periferie significa dare centralità ai quartieri, creare occasioni di socialità e rafforzare il senso di appartenenza.”
Gli interventi prevedono la riqualificazione degli spazi esistenti, l’inserimento di aree verdi, nuovi arredi urbani, illuminazione, e zone dedicate al gioco, all’incontro e alla cultura.
L’attenzione all’accessibilità sarà massima, con l’obiettivo di far diventare ogni piazza non solo un luogo rinnovato, ma un vero e proprio “dispositivo sociale” capace di attivare relazioni e generare sicurezza.
Tra i primi interventi, spicca quello nel Municipio XIV: il parcheggio prospiciente la scuola di via Casal del Marmo sarà trasformato in uno spazio pubblico fruibile e condiviso, pronto a diventare punto di riferimento per residenti e famiglie.
“Investire sulle piazze significa investire sulle persone – conclude Battaglia – Creare luoghi dove fermarsi, incontrarsi, sentirsi parte di una comunità è il modo migliore per ricostruire il tessuto urbano, partendo dai quartieri e mettendo al centro chi li abita.”
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