

Cosa cambia per Roma tra cartelle AdE e "definizione agevolata" comunale
Il 16 ottobre 2026 è la data in cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione rende disponibili, nell’area riservata del proprio sito, i dati sui carichi locali che si possono rottamare. Fino al 15 dicembre 2026, si potrà presentare la domanda.
È il secondo tempo della rottamazione-quinquies: la prima finestra, riservata ai carichi statali, si era chiusa il 30 aprile 2026. Questa volta l’ambito si allarga ai tributi e alle entrate di Regioni e Comuni. Per chi vive a Roma la notizia ha una complicazione in più, perché la Capitale ha scelto di percorrere entrambe le strade che la legge mette a disposizione degli enti locali.
La rottamazione-quinquies nasce con la Legge di Bilancio 2026 (legge 199 del 30 dicembre 2025). L’estensione agli enti territoriali è arrivata con l’articolo 10-quinquies del decreto fiscale (DL 38/2026, convertito dalla legge 88/2026).
Il meccanismo non è automatico: spetta a ciascun Comune, Provincia o Regione decidere se applicare la misura alle proprie entrate, con un provvedimento da comunicare all’Agenzia entro il 31 luglio 2026. Chi non ha deliberato in tempo, di fatto, non compare nel sistema.
Il 25 settembre è stato pubblicato l’elenco ufficiale: circa 1.500 enti tra Comuni e Regioni hanno aderito. Roma Capitale è tra questi.

La rottamazione-quinquies riguarda i debiti, tributari e non tributari, affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con l’esclusione di quelli derivanti da condanne della Corte dei conti. Per i contribuenti romani possono rientrare IMU, TARI e altre entrate di Roma Capitale. Restano fuori i carichi che il Comune gestisce in proprio o affida a concessionari privati.
Il beneficio è l’azzeramento di sanzioni, interessi e aggio di riscossione: si paga il capitale. Sulle multe stradali la sanzione principale resta dovuta e si cancellano solo le componenti accessorie, cioè interessi, maggiorazioni semestrali e aggio.
Le tappe, secondo i comunicati della Agenzia:
dal 15 ottobre 2026: nell’area riservata (accesso con SPID, CIE o CNS) sono disponibili i carichi definibili;
dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026: finestra per la domanda telematica;
entro il 28 febbraio 2027: AdE comunica l’importo dovuto e l’accoglimento o il rigetto della domanda;
entro il 31 marzo 2027: pagamento in unica soluzione, oppure prima rata se si sceglie il piano;
fino a 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro, con interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027 sulle somme dilazionate. Il piano più lungo è quindi praticabile solo per debiti netti da almeno 5.400 euro.
Un dettaglio utile per chi ha un ricorso pendente: il contenzioso non impedisce di aderire, ma nella domanda occorre impegnarsi a rinunciare ai giudizi in corso.
Accanto alla rottamazione nazionale, la legge di bilancio consente agli enti locali di varare una propria definizione agevolata per le entrate che non sono ancora state iscritte a ruolo né trasmesse ad AdER, cioè quelle ancora in mano al Comune.
Roma lo ha fatto con la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 98 del 4 giugno 2026, che approva il regolamento e, nello stesso atto, l’adesione alla rottamazione-quinquies per i carichi già affidati agli agenti della riscossione.
Le finestre sono a scaglioni. Quelle ufficiali, fissate dalla Giunta Capitolina, sono:
IMU e TASI: dal 1° settembre al 2 novembre 2026, per gli avvisi di accertamento notificati fino al 31 dicembre 2024;
TARI: dal 1° ottobre al 30 novembre 2026, per gli avvisi per omessa o infedele dichiarazione notificati fino al 31 dicembre 2024 e per le morosità ordinarie degli anni d’imposta 2023 e 2024.
Le domande si presentano sulla piattaforma dedicata, indicata su https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/imu-e-tasi-apre-piattaforma-per-definizione-agevolata.page che, per dovere di cronaca, al momento della pubblicazione di questo articolo risulta essere in manutenzione.
Per le altre entrate previste dal regolamento Roma Capitale ha annunciato che i termini arriveranno con provvedimenti successivi.
Secondo la guida di un’agenzia romana di pratiche amministrative, che andrebbe confrontata con il testo del regolamento prima di fare affidamento sui dettagli, il perimetro comprende anche contributo di soggiorno, multe del Codice della Strada notificate nel 2023-2025, altre sanzioni amministrative e canone unico patrimoniale, con finestre indicative tra novembre-dicembre 2026 e il 2027.
Sempre secondo quella fonte, per i tributi si pagano imposta, spese di notifica ed eventuali spese di lite già liquidate, mentre sanzioni e interessi vengono eliminati.
La rateizzazione arriverebbe a 24 rate mensili, scalate per importo (2 rate fino a 1.000 euro, 6 fino a 10.000, 12 fino a 30.000, 24 oltre), con interessi al tasso legale, e il pagamento o la prima rata andrebbero versati entro 30 giorni dall’accoglimento. Una rata saltata comporta la decadenza.
La domanda pratica è sempre la stessa: dove si trova oggi il debito? Un avviso recente di IMU o TARI ancora gestito dal Comune rientra nella definizione comunale, mentre una vecchia cartella affidata ad AdE rientra nella rottamazione-quinquies.
Le due situazioni possono convivere in capo alla stessa persona, con due domande separate, su due portali e con scadenze diverse. I primi appuntamenti da non perdere sono il 2 novembre (IMU e TASI comunali), il 30 novembre (TARI comunale) e il 15 dicembre (cartelle AdE).
Prima di decidere conviene verificare importi e annualità sui due portali e, nei casi complessi (prescrizione, contenziosi, importi elevati), sentire un professionista: questo articolo ha carattere informativo e non è una consulenza fiscale.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.