Rubato un pezzo raro alla mostra ‘Spiriti africani’

E' una statua di bronzo del 1800 del valore di 15mila euro
di Francesco De Luca - 21 Ottobre 2008

L’opera rubata alla mostra ‘Spiriti africani’

Sparito un pezzo raro della collezione “Spiriti Africani” di Emilio Giani, una delle due collaterali di “Antiquari nella Roma Rinascimentale”, la mostra-mercato aperta al complesso monumentale S. Spirito in Sassia fino a domenica 26 ottobre.

«Avrà un valore di almeno 15mila euro – spiega amareggiato lo stesso Giani – Si tratta di una statua in bronzo, rubata ieri nel tardo pomeriggio, di piccole dimensioni, 24 cm x 15, del peso di 450 grammi, risalente al 1800, appartenente all’etnia Ashanti Ghana, ottenuto col processo della cera persa».

Rappresenta un cavaliere con la spada sguainata utilizzato come contrappeso della bilancia per la misurazione dell’oro, normalmente raffigurato come persona o cose. «Un pezzo unico e raro della mia collezione – sottolinea ancora Giani – oltre al valore intrinseco, aveva anche un significato affettivo».

La statua rubata era allestita proprio accanto alle opere di maggior valore, come la Dea Madre, stimata almeno 120mila euro ed alta più di un metro, ed altri rari pezzi di grande pregio. In tutto, i 130 pezzi esposti di “Spiriti Africani”, sono legati da un forte senso religioso, secondo lo spiritualismo delle diverse fedi del continente nero: maschere, sculture e oggetti di uso quotidiano, allestiti in cinque sentieri ideali che conducono il visitatore in un viaggio tra Divinità, Fertilità, Medicina, Iniziazione e Famiglia.

«Purtroppo si tratta di un furto con destrezza – commenta Vincenzo Pate di Provarte, società organizzatrice dell’evento – avvenuto durante la mostra, in presenza di espositori e visitatori, quindi difficilmente risarcibile dall’assicurazione». Da oggi saranno aumentate ancor di più le misure di sicurezza. La collaterale, curata dalla storica dell’arte Marta Montino, fa parte della mostra “Antiquari nella Roma Rinascimentale”, al complesso monumentale S. Spirito in Sassia (Borgo S. Spirito 1), aperta fino a domenica 26 ottobre.


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