Sciopero Cgil il 6 settembre per modificare la manovra del governo ‘ingiusta, iniqua, depressiva’

I lavoratori del trasporto pubblico effettueranno uno stop di otto ore
Enzo Luciani - 5 Settembre 2011

"Un’altra manovra è possibile" è questo il messaggio principale dello sciopero del 6 settembre indetto dalla CGIL. 

Il sindacato di Corso Italia ha potuto constatare "una partecipazione molto intensa, con discussioni molto partecipate", come evidenzia il Segretario Confederale Enrico Panini. E mentre in molti si apprestano a scendere in piazza, i lavoratori incroceranno le braccia per otto ore, compresi quelli dei trasporti. Per i treni, lo stop pare che riguarderà la fascia oraria dalle 9 alle 17, mentre il trasporto pubblico locale (autobus, tram, metropolitane e ferrovie) si fermeranno secondo le modalità stabilite dal Comune di appartenenza, ma rispettando come di consueto le fasce di garanzia.

In particolare a Roma e a Napoli dalle 9 alle 17; a Milano dalle 18 a fine turno; a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; a Bologna dalle 19:30 a fine turno; a Firenze dalle 16 a fine turno ed a Palermo dalle 8:30 alle 17:30. Anche il trasporto navale ritarderà le partenze di 8 ore,secondo le modalità stabilite localmente.

"Con due manovre economiche in un solo mese – denuncia in un suo volantino la Cgil – il Governo Berlusconi ha imposto più tasse ai lavoratori e ai pensionati, ha tagliato i servizi, la sanità e l’assistenza, ha messo in discussione il Contratto nazionale, ha  discriminato i disabili. Tutto questo senza garantire il riequilibrio dei conti pubblici, senza favorire la crescita
del paese, senza rilanCiare l’occupazione, senza sostenere il Mezzogiorno".

"La manovra del governo – prosegue il documento dell’organizzazione sindacale – condanna il Paese alla recessione e al declino civile. SI può fare una manovra che riequilibri i conti pubblici, difenda la coesione sociale, rilanci la crescita economica e l’occupazione. 

La Cgil "propone alle forze sociali, economiche, politiche e ai cittadini: 

• Un piano strUttUrale di lotta all’evasione fiscale e contributiva
• Un’imposta straordinaria sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze
Perché i sacrifici non possono colpire sempre i lavoratori e i pensionati: devono pagare coloro che hanno di più e che non pagano mai.
• il dimezzamento del numero dei Parlamentari e la riorganizzazione davvero federale di tutte le istituzioni
• la qUalificazione dei servizi pUbblici e la valorizzazione del Patrimonio Pubblico, perché l’efficienza della Pubblica amministrazione non deve ridurre gli spazi di democrazia e cancellare welfare e previdenza per motivi di cassa.
• la difesa dell’iniziativa contrattuale del sindacato e la soppressione degli articoli  che violano il ccnl, lo statuto dei lavoratori e convalidano retroattivamente gli  accordi separati alla Fiat
• la tutela dei diritti dei disabili, perché la cancellazione dei diritti sindacali e delle persone non produce né stabilità né crescita.
• il ripristino delle festività civili del 25 aprile, del primo maggio e della festa della Repubblica Perché la coesione nazionale e l’identità del lavoro sono un valore che non può essere disperso.

Le risorse, secondo il sindacato, vanno investite per il riequilibrio, per la crescita, per il mezzogiorno, per l’occupazione dei giovani e per tutte queste ragioni la Cgil invia a sostenere le sue proposte partecipando allo sciopero generale e alle manifestazioni del 6 settembre.

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