Via Pier delle Vigne, Boccea. Un nome che fino a pochi giorni fa evocava semplicemente il cuore commerciale di un quartiere in crescita. Ora, invece, è diventato il campo di battaglia di un acceso scontro politico e sociale.
Da una parte il Comune e le associazioni impegnate nel sostegno ai più fragili, dall’altra l’ex minisindaco e dirigente regionale della Lega, Daniele Giannini, che ha lanciato una crociata contro il progetto.
Il nodo della discordia? La realizzazione di una stazione di posta, un centro di accoglienza per persone senza dimora in condizioni di estrema vulnerabilità.
Otto posti letto, un punto di riferimento per chi vive ai margini, finanziato con fondi del PNRR destinati proprio a recuperare immobili pubblici abbandonati. Un piccolo rifugio che, però, ha scatenato una tempesta politica.

Il fronte del no: “Uno spreco di denaro pubblico”
Il primo ad alzare la voce è stato proprio Daniele Giannini, già presidente del Municipio Aurelio-Boccea e dirigente regionale della Lega, che ha lanciato una raccolta firme per fermare il progetto.
Nel suo video sui social, le parole sono al vetriolo: “L’ultima trovata geniale del PD: buttare 800 mila euro per costruire un ostello per senza fissa dimora con soli 8 posti. Praticamente, 100 mila euro a letto!”
E poi l’affondo: “Via Pier delle Vigne è piena di attività commerciali: pizzerie, tabacchi, cinema. È il luogo meno adatto per una struttura del genere!”
Un’accusa che risuona forte tra i residenti e alimenta la protesta. La narrazione è chiara: il quartiere non è stato coinvolto, il progetto è calato dall’alto, i cittadini rischiano di subire le conseguenze senza aver avuto voce in capitolo.
Il Comune non ci sta: “Accoglienza non è una minaccia”
Dall’altra parte della barricata, il Comune di Roma difende il progetto. Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali, risponde senza mezzi termini: “E ci risiamo. Come accaduto a Ostia e alla Ferratella, riparte il treno della propaganda della Lega.”