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Scontro sulla toponomastica: il Comune boccia il “Parco per le donne vittime di violenza”, è rivolta nel VI Municipio

Dibattito a distanza tra il presidente delle Torri, Nicola Franco, e l'assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio

Un voto all’unanimità in Municipio, una richiesta partita dagli studenti delle scuole locali e un comitato di quartiere pronto a festeggiare.

Sembrava tutto pronto per l’intitolazione del parco di via del Fosso Scilicino alle “Donne vittime di violenza”, ma il veto della Commissione Toponomastica capitolina ha trasformato l’iniziativa in un caso politico.

La furia di Franco: «Vogliono imporci le loro idee»

Il presidente del VI Municipio, Nicola Franco, non ha usato giri di parole per definire la bocciatura del progetto nato dalla collaborazione tra l’I.C. Villaggio Prenestino e l’associazione Arco.

«Ci obbligano a chiamarlo semplicementeGiardino di Villaggio Prenestino” — ha tuonato il minisindaco —. Vogliono imporre con la forza le loro malsane idee in nome di una democrazia malata».

Nonostante lo stop burocratico, Franco ha già annunciato che non farà passi indietro: la targa verrà posata comunque con un evento pubblico, sfidando di fatto il parere del Comune.

La replica del Campidoglio: «Errore tecnico, non politico»

A stretto giro è arrivata la risposta dell’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, che ha derubricato la vicenda a un pasticcio amministrativo commesso proprio dagli uffici municipali.

Secondo Smeriglio, la proposta era “semanticamente incoerente”: il Municipio avrebbe chiesto di mantenere il nome “Parco del Villaggio” aggiungendo una didascalia in memoria delle vittime.

«Il Parco del Villaggio è un nome, la didascalia è un’altra categoriaha spiegato l’assessore —. Non c’è alcuna volontà politica negativa, ma una valutazione tecnica di coerenza».

Femminicidio vs Violenza Astratta

Il dibattito si è poi spostato sul piano lessicale e politico. Smeriglio e Michela Cicculli (AvS) hanno punzecchiato il centrodestra sulla scelta delle parole:

La tesi del Comune: Non si può parlare di “violenza astratta”. Il termine corretto è femminicidio, una piaga patriarcale che nel 2025 ha contato quasi cento vittime.

La posizione di AvS: «La memoria deve essere precisa e potenteha aggiunto Cicculli —. Abbiamo intitolato tutti i Centri Antiviolenza della città alle vittime; non accettiamo definizioni ambigue».

Il Campidoglio ha comunque lasciato una porta aperta: se il Municipio VI vuole davvero omaggiare le vittime, può individuare un altro spazio da dedicare specificamente alle donne uccise da compagni o familiari, purché la dicitura sia netta e priva di errori formali.

Per ora, però, a Villaggio Prenestino resta solo il sapore amaro di una targa contesa tra i corridoi della burocrazia.


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