

Era il decano dei nostri redattori, un cronista attento ed impegnato sui temi del V municipio
Una triste notizia per tutta la redazione di Abitare a Roma che partecipa al grande dolore della famiglia di Vincenzo Pasetti. Poco fa abbiamo appreso dalla figlia la triste notizia della morte del decano dei nostri redattori, presso l’ospedale Cavalieri di Malta alla Magliana.
Vincenzo si era sottoposto ad un’operazione una decina di giorni fa all’Ospedale Sandro Pertini. Sembrava tutto risolto e che tutto andasse per il meglio. Invece no. Alle 12,00 del 1 aprile 2009 si è spento per una crisi respiratoria.
Tutti lo ricordiamo come collaboratore instancabile del nostro giornale on line e di quello cartaceo Abitare A. Un appassionato difensore del territorio del V Municipio. Con i suoi articoli ha contribuito alla crescita di tutti noi.
Nella foto il ritratto con la sua signora Anna mentre festeggiano, il 26 giugno 2008, il 50° anniversario di matrimonio.
I funerali di Vincenzo si terranno venerdì alle ore 11 preso la chiesa parrocchiale di S. Igino Papa a Colli Aniene.
Pubblichiamo qui di seguito un ricordo di Vincenzo Pasetti di Luigi Matteo:
Tutti a Colli Aniene ricordano Pasetti come sportivo, come fondatore della Polisportiva “Colli Aniene” e come giornalista. Per oltre 25 anni ha girato con la sua bici in tutto il circondario a caccia di notizie. Preferiva quelle belle che poi pubblicava sui giornali di quartiere ora presentando un pittore, ora uno sportivo, ora una squadra, ora un problema, ora un poeta, ora un politico.
La gente l’ha conosciuto così, in estrema semplicità. Eppure Pasetti, che si è spento alle 12 del 1 aprile 09 presso l’Ospedale S. Giovanni dei Cavalieri di Malta alla Magliana dove era in riabilitazione dopo una delicata e riuscita operazione al Pertini, aveva alle spalle un curriculum ragguardevole di cui vantarsi e andar fiero. Preferiva però non parlare della Croce d’argento al merito di servizio del 1966 e la Croce d’oro ottenuta nel 1974 nella sua attività di finanziere o del titolo di Cavaliere della Repubblica al merito conferitogli nel 1981. Nessuno a Colli Aniene sapeva di queste onorificenze peraltro abbondantemente meritate. Vincenzo si proponeva come uomo modesto e schivo, facendo man mano scoprire e prevalere nella sua personalità il tratto umano e leale, la simpatia immediata. Era nato a Zibello, vicino Parma, l’8 settembre del 1928, lo contraddistingueva quel suo parlare per metà nordico e per metà romanesco. Come a rispondere ad una vocazione, appena andato in pensione, si buttò a capofitto nell’informazione di quartiere collaborando, in cicli diversi, con le testate storiche del nostro territorio come L’aniene è, Abitare a, Nuove proposte, The Athletes Magazine, L’Occhio, Il Corriere Laziale ecc. e contribuendo, con un’informazione scarna ed essenziale – e soprattutto senza peli sulla lingua – alla crescita culturale, sociale e politica non solo di Colli Aniene, ma di tutto il V Municipio. Il suo stupore candido di fronte al bello e la sua stima incondizionata davanti al valore è confermata dalla sua amicizia con tutti gli esponenti di spicco del territorio: un nome tra tutti lo scultore Alfiero Nena con il suo studio in via del Frantoio a Tiburtino Terzo da lui visitato quasi giornalmente.
Lo rimpiangono la sua famiglia, la moglie Anna con cui ha festeggiato la ricorrenza delle nozze d’oro nel giugno scorso, le figlie, i nipoti, per una dipartita comunque inattesa.
Lo rimpiangono le associazioni culturali, sportive, i Centri Anziani, i Comitati di Quartiere cui per lo più dedicava i suoi pezzi che faceva pubblicare e ancora freschi di stampa andava personalmente a consegnare, infantilmente felice per aver fatto una cosa gradita a chi la riceveva. Basterà sfogliare gli archivi di quei giornali per apprezzare quanto e quale sia stato il lavoro di Vincenzo per il nostro territorio.
Con la morte di Pasetti sentiamo morire molta parte della memoria storica di Colli Aniene, sentiamo affievolirsi quel senso di appartenenza nato con le sue battaglie, con le sue denunce e con i suoi articoli che forse non avevano un gran valore letterario, ma facevano cemento in una coscienza collettiva nata in fretta, all’improvviso, dove, solo trent’anni fa erano montarozzi e acquitrini. Pasetti è stata la voce pulita di Colli Aniene, la voce del cittadino che ama il territorio e l’ambiente in cui vive, di chi crede in un’armoniosa convivenza civile e democratica senza rimanere impantanato nelle beghe politiche. Siamo in debito con lui; sarebbe bello che Colli Aniene, il suo quartiere, lo ricordasse con una via, uno slargo, una piazzetta per riconoscenza e per vincere l’oblio.
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