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Sisma L’Aquila: Giuliani l’aveva previsto ma nessuno l’ha seguito!

5,8 su scala Richter e decinde di morti accertati. Giuliani (INFN): l'avevo detto, ma mi hanno schernito e poi denunciato! Ma Bertolaso e Boschi insistono: impossibile prevedere sismi

I terremoti non si possono prevedere. Questo è uno degli assiomi che, fino ad oggi, sembravano impossibili da smentire. Ma nella scienza e nella ricerca è abitudine non dare mai nulla per scontato. E lo sa bene Giampaolo Giuliani, ricercatore del laboratorio nazionale di fisica sotto al Gran Sasso d’Italia. Qualche anno fa Giuliani ha, infatti, iniziato a lavorare ad un “precursore sismico” (cioè una macchina in grado di prevedere terremoti) che non ha mai ottenuto consensi da parte dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia di Enzo Boschi. La ricerca è cominciata per puro caso, quando, durante il terremoto in Turchia (avvertito anche in Italia), Giuliani e il suo team ha identificato una concentrazione anomala dell’elemento radon. Da quel giorno la sua sfida è stata quella di dimostrare a Boschi l’attendibilità della sua invenzione.

Poi, qualche giorno fa, l’allarme più preoccupante. Giampaolo Giuliani individua uno sciame sismico continuo e ininterrotto che sembrava preannunciare un terremoto violento nella zona. Nessuno però ha ritenuto opportuno raccogliere il suo grido e il ricercatore è rimasto solo. Schernito e poi persino denunciato per procurato allarme, con un avviso di garanzia nella cassetta della posta, Giuliani cerca allora di ragionare con la Protezione Civile di Guido Bertolaso e con il sindaco di Sulmona, ma da tutti arriva l’altolà che gli impedisce di muoversi o dire altro. Stamattina, poi, tutto cambia.

5,8 della scala Richter (equivalente a quasi 1 milione di tonnellate di TNT), 8/9 della scala Mercalli (situazione tra il rovinoso e il disastroso), quasi 30 vittime di cui 6 bambini, e tantissimi ancora da recuperare dai cumuli di macerie non solo del capoluogo, ma anche nei paesi della provincia – alcuni ancora isolati.

Giampaolo Giuliani, ora comprensibilmente scosso per l’accaduto (vive all’Aquila. N.d.a.), dice: “qualcuno deve chiedermi scusa. Mi hanno dato dell’imbecille e denunciato”. Ma per Boschi e Bertolaso non esiste nessuna macchina “magica” in grado di rilevare in anticipo un terremoto. È impossibile prevederli, continuano a ripetere. E Silvio Berlusconi cerca di insabbiare la faccenda con un laconico: basta polemiche, ora pensiamo alle vittime. Ma il dubbio rimane, e profondo. Perché tutto si è avverato e Giuliani sapeva. Lo sapeva da giorni, grazie ai suoi studi. Il dubbio rimane.

"La tecnica di previsione è semplice" – ha dichiarato il ricercatore qualche settimana fa a diverse testate nazionali – e si basa sulla rilevazione della concentrazione di radon in combinazione con i dati raccolti con un banalissimo sismografo. Il radon aumenta in corrispondenza di un sisma e questo permette di avere una previsione in tempi abbastanza accettabili. Il terremoto di S. Giuliano (31 ottobre 2002) non è stato previsto per questioni tecniche: la macchina non lavorava a distanze superiori ai 50 km da L’Aquila. Oggi, invece, disponendo di più rilevatori è possibile triangolare la posizione ed essere quindi più precisi". E questo terremoto segna un drammatico punto a suo favore.

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