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S&P: in Campidoglio niente debiti nascosti

Il Pd: ora basta accuse strumentali a Veltroni

ROMA (21 giugno) – Standard and Poor’s conferma in 6,9 miliardi il livello del debito del comune di Roma e afferma che la relazione della ragioneria generale dello stato chiesta da Alemanno, non dà nessuna informazione nuova: «Sono dati che già avevamo», ha dichiarato a La Stampa Myriam Fernandez de Heredia, responsabile per Standard and Poor’s dei giudizi sul merito di credito del settore pubblico in Europa. Secondo S&P non esistono al momento elementi nuovi rispetto al quadro di febbraio e «i finanziamenti concessi e non ancora utilizzati non possono essere considerati come debito in essere». Il rating per il Comune di Roma resta dunque fermo ad "A+". Dieci giorni fa S&P aveva comunque scritto in un bollettino che «qualora il Comune dovesse continuare ad aumentare il proprio debito finanziario, come previsto per il 2008-2010, e i risultati correnti dovessero deteriorarsi ulteriormente il rating potrebbe essere abbassato ad "A"».

Causi: «S&P fa giustizia». Secondo l’ex assessore capitolino al Bilancio e ora deputato del Pd Marco Causi, quanto affermato da Standard and Poor’s fa giustizia della grande mistificazione costruita negli ultimi giorni intorno ai conti del Comune di Roma: «Non c’è nessun dato che la giunta Veltroni abbia occultato e il livello del debito del Comune è cresciuto durante la gestione Veltroni meno di quello nazionale e meno del tasso d’inflazione».

Gentiloni: basta con le accuse strumentali a Veltroni. In difesa di Veltroni anche l’ex ministro Paolo Gentiloni: «Come conferma Standard and Poor’s, i conti romani sono esattamente quelli conosciuti, non c’è nessun buco e tantomeno dei debiti occultati. I buchi veri ce li hanno lasciati gli amici di Alemanno, con i guasti nella sanità della Regione Lazio. Ora questa vicenda, fatta solo di accuse propagandistiche, dovrà finire».

Morassut: ora Alemanno non cerchi più scuse. Sul tema è intervenuto anche Roberto Morassut, deputato del Pd ed ex assessore all’Urbanistica del Comune di Roma: «Non ci sono debiti nascosti. La giunta Veltroni ha amministrato bene. Il sindaco Alemanno cerca solo di delegittimare l’ottimo lavoro svolto in questi anni. E’ ora che Alemanno cominci a far fronte agli impegni assunti in campagna elettorale, anziché dedicarsi a distruggere l’esistente o a cercare giustificazioni per il proprio immobilismo».

Storace: Veltroni è nervoso per l’inchiesta sul Prg. «Per difendersi da Berlusconi, Veltroni tira fuori la sanità del Lazio e dimentica quattro ospedali aperti a Roma», dice Francesco Storace, segretario de La Destra. Riferendosi all’inchiesta su presunti abusi edilizi collegati al nuovo piano regolatore generale di Roma Storace aggiunge: «È nervoso da quando la Procura indaga sul piano regolatore».

Augello: l’opposizione sia più seria e matura. Il senatore del Pdl Andrea Augello critica invece l’atteggiamento dell’opposizione: «Le polemiche non servono a molto – afferma – quel che è certo è che l’azione del centrodestra ha scongiurato gli effetti di un grave squilibrio dei conti nel Comune di Roma, e ha concesso alla Regione Lazio un altro mese di tempo per evitare il commissariamento causato dai debiti attuali e non certo da quelli passati».

Calderoli: a Roma nessun regalo, stop con i fondi a perdere. Interviene sull’argomento delle risorse assegnate alla capitale anche il ministro per la Semplificazione legislativa Roberto Calderoli: «Quello staccato per la Capitale non è un regalo ma solo un’anticipazione – ribadisce in un’intervista al Sole 24Ore -. Le risorse a fondo perduto non esistono più, né per Roma né per Napoli. Alemanno ha ereditato una situazione catastrofica di cui non è responsabile». Calderoli si dice comunque fiducioso nei confronti della linea del governo, in particolare per quanto riguarda il federalismo fiscale: «Per quest’ultimo, così come per il codice delle autonomie e la legge per Roma è stato riesumato il collegato di sessione di bilancio specificando nel Dpef che deve essere approvato entro l’anno. Una "bozzina" – anticipa il ministro – potrebbe già esserci prima della pausa estiva».

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