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Stefano Andrini è il nuovo amministratore delegato dell’Ama

Nanni (PD) polemico sulla nomina: "chiederò conto ad Alemanno di questa scelta"

L’Assemblea dei soci di Ama il 31 agosto ha nominato Stefano Andrini amministratore delegato della società che si occupa della raccolta rifiuti in 40 comuni del Lazio. In uno scambio di lettere tra Ama e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, spiega Ama in una nota, ”l’amministratore delegato ha motivato la sua decisione sulla base delle competenze professionali dimostrate da Andrini. L’ad di Ama ha spiegato al sindaco, inoltre, l’inesistenza di ostacoli di natura giuridica che avrebbero potuto impedire la nomina. Andrini risulta infatti attualmente senza precedenti penali”. ”Il sindaco – conclude la nota – ha constatato la non sussistenza dei motivi ostativi al conferimento dell’incarico e il possesso, da parte di Andrini, dei requisiti professionali adeguati al nuovo ruolo. Il sindaco, infine, ha preso atto che tali valutazioni sono una tipica espressione dei poteri di governance di Ama, e che, pertanto, rientrano nella piena ed esclusiva autonomia gestionale dell’amministratore delegato”.

Ma il Consigliere Comunale del PD Dario Nanni proprio non ci sta e racconta i retroscena della vicenda: "sono rimasto sgomento nell’apprendere che Alemanno ha deciso di nominare come nuovo amministratore delegato della società Ama, Stefano Andrini. Dopo quasi un anno e mezzo – dichiara Nanni – il Sindaco pro-tempore della nostra città, non ha ancora capito che amministrare non vuol dire dispensare favori ai propri amici o riciclare ex estremisti di destra affidandogli incarichi di prestigio, ma governarla nell’interesse dei suoi cittadini, rispettando la sua cultura, la sua storia e quello che Roma rappresenta a livello internazionale". " Tanto per chiarire, a chi Alemanno ha pensato di affidare questo importante ruolo, nell’azienda per i servizi ambientali, mi permetto di ricordare un pò di episodi che hanno visto come protagonista il nuovo amministratore dell’importante municipalizzata: una condanna a 4 anni e otto mesi per tentato omicidio, una militanza ventennale tra i naziskin romani, una aggressione (in compagnia di suo fratello) a colpi di spranga ai danni di due ragazzi finiti in ospedale e in coma, la convinta celebrazione nella città di Wunsiedel del delfino di Hitler Rudolf Hess, ecc…" . "Ma, a rendere ancora più oscura e torbida questa vicenda -continua Nanni- il fatto che lo stesso Alemanno, due mesi fa, dopo aver paventato questa ipotesi, aveva fatto retromarcia, anche a seguito dell’alzata di scudi di alcuni consiglieri e dei mass media. "A questo punto, le ipotesi sono due, o durante questo periodo il passato del nuovo amministratore delegato è stato cancellato, oppure Alemanno alla fine si piega alle volontà delle frange più estremiste della destra, che chiedono di saldare il conto, dopo averlo sostenuto in campagna elettorale".
"Per quanto mi riguarda -conclude Nanni- alla prossima seduta di Consiglio Comunale chiederò conto ad Alemanno di questa scelta che è l’ennesimo dazio della sua campagna elettorale, che nulla ha a che vedere con l’interesse della città".

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