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Stranezze di città, “quattro chiacchiere” sulla “Rampallonata” del 25 luglio

Girando per largo Cevasco, a Tor Tre Teste, un approfondimento sulla “Rampallonata”, sul mondo dello spettacolo e il contatto con il pubblico

La “Rampallonata del 25 luglio 2026 a Roma Tor Tre Teste è stata l’ultima tappa del mini-tour negli impianti di periferia organizzata dal collettivo piemontese “Tamango”.

Il giorno successivo alla “Rampallonata” ho cercato di fare quattro chiacchiere” con le persone residenti nei quartieri limitrofi l’impianto “Antonio Nori” di Tor Tre Teste.

Ho voluto condividere con loro le impressioni a caldo, ho voluto confrontarmi sulle loro emozioni, ho cercato di recepire i significati sulla rappresentazione vista e ascoltata la serata e la nottata scorsa.

Ecco un sunto sulle “quattro chiacchiere ascoltate dal cronista:

Grande entusiasmo per la formula, ma c’e’ stato qualche appunto sull’organizzazione:

Qualcuno ha elogiato l’idea di azzerare la distanza tra palco e pubblico. 

L’evento è stato vissuto come una festa di quartiere, tra musica dal vivo, teatro, momenti circensi, 

DJ set e gente che giocano a pallone sul campo.  

E’ stato apprezzato Il biglietto di accesso ad un prezzo popolare, rispetto ai prezzi dei grandi concerti di massa, è stata una scelta etica e in controtendenza  

 La scelta dei campetti sportivi d’estate comporta il caldo del tardo pomeriggio e la polvere sollevata dal prato e la terra battuta.

​Lo spettacolo ha una durata molto estesa.

Qualcuno ha trovato lo spettacolo a tratti confuso, un po’ troppo teatrale.

 ​Le strutture sportive dilettantistiche creano talvolta lunghe attese e code agli stand della birra e ai bagni durante i picchi di affluenza.

Dei residenti hanno accolto con favore il fatto che l’impianto “Antonio Nori” sia stato valorizzato per un grande evento di aggregazione giovanile e cultura indipendente, portando vita e movimento nella periferia romana.

La musica era ad alto volume e purtroppo troppo vicina alle abitazioni, 

L’afflusso di pubblico ha causato traffico e qualche episodio di parcheggio selvaggio nelle vie adiacenti a largo Serafino Cevasco e nelle zone limitrofe.

Il famoso detto “nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli”sostiene che la notorietà batte l’anonimato. 

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