

I Fatti e i Misfatti di dicembre 2010 (VII) di Mario Relandini
Successi e insuccessi di "Poste italiane"
"Siamo gli unici al mondo – ha dichiarato Massimo Sarmi, amministratore delegato di "Poste italiane" – ad avere la capacità di emettere 15 milioni di carte prepagate e di gestire 50 milioni di transazioni ogni giorno".
Risultati indubbiamente ottimi. In Italia, però, gli utenti si accontenterebbero, se "Poste italiane" avesse la capacità di gestire almeno la metà di quelle lettere, di quelle raccomandate, di quei telegrammi e di quei pacchi che le vengono affidati ogni giorno. Molto meno di 50 milioni (come le transazioni) e, anche, di 15 (come le carte prepagate).
Sentenza Asl
"Il dottor Giuseppe De Maria – ha deciso la Asl di competenza – viene sospeso, in attesa di ulteriori provvedimenti, dal suo ruolo di direttore medico dell’ospedale "Santa Caterina Novella" di Galatina".
Di che cosa si era mai reso colpevole il dottor Giuseppe De Maria? Aveva ucciso per imperizia un paziente? Aveva negato assistenza urgente ad un ammalato grave? Si era assentato indebitamente dal suo posto di lavoro? Aveva insidiato una collega o un’infermiera? Aveva svaligiato la cassa dell’ospedale? Niente di tutto questo. Il dottor Giuseppe De Maria, preoccupato delle voci che stavano correndo da tempo lungo le corsìe, aveva fatto affiggere in bacheca una circolare con la quale – in quanto direttore dell’ospedale – invitava il personale a non sniffare cocaina durante l’orario di lavoro. Ma allora? Allora la solita Italia minore che, però, riesce sempre a dettare le sue leggi assurde e becere al resto dell’Italia normale e per bene. Nello specifico: chi sniffasse cocaina in ospedale durante il suo turno potrebbe continuare a farlo tranquillamente e impunemente, ma chi – responsabile del suo ruolo – aveva rivolto l’invito ad astenersene dovrà restare a casa a sniffare – magari – l’aroma di un tè. Così imparerà a farsi i fatti suoi. E, anche se con precise responsabilità, a non farsi i fattacci altrui. Sentenza di Asl competente.
Alleluja al rosario digitale
"Può essere un’ottima idea per il regalo di Natale – va pubblicizzando, sul suo sito, la "Prex Company s.r.l." – quel nostro rosario elettronico che, una volta selezionato il giorno della settimana, inizia a pregare, addirittura con la voce di Papa Giovanni Paolo secondo, ricordando tutti i misteri della vita di Cristo".
Ma no? Ma sì. E, allora, addio al caro vecchio rosario della nonna? Addio a quella semplice coroncina che la tradizione vuole ideata, circa mille anni fa, da San Domenico? Addio. E "prego, si accomodi", anche qui, l’evoluzione della tecnologia. Della specie – magari – no, ma della tecnologia sì. Anche perché l’evoluzione della specie può portare "grane" e l’evoluzione della tecnologia può portare invece "grana". "Grana", anche se a scapito – nello specifico – dei "grani" del rosario. E, dunque, al diavolo i piccoli e anonimi "grani" di San Domenico e alleluja per l’ oggettino ovale della "Prex Company s.r.l.". Un oggettino leggero che, tascabile e resistente agli urti, è disponibile in vari colori (come un telefoninio cellulare), è ascoltabile in varie lingue (come esige la globalizzazione), può essere personalizzato (come una carta di identità), può essere acquistato con le cuffie o senza cuffie (come un qualsiasi i’pod) e tutto al modico prezzo di 50 euro (spese di spedizione escluse). Ma – ecco – questo "rosario digitale Prex" entrerà davvero, massicciamente, tra le mani, nel cuore, nell’anima dei fedeli? L’ovetto tecnologico verrà davvero a sostituire, entusiasticamente, i "grani" millenari? Si starà a vedere. O, meglio, a sentire. A sentire se, alla fine, prevarrà la voce robotizzata del nastro registrato o l’antica nenia viva e spontanea delle pie donne. Anche se la ditta produttrrice, che ha già "testato" un po’ qua e un po’ là questo suo prodotto "tecnoreligioso", si dice sicura del successo. E, forse, c’è da crederle. Perché la ditta "Prex Company s.r.l." è una ditta con sede a Loreto. E a Loreto, dove si venera da secoli la "Madonna del rosario", di rosari dovrebbero intendersi tutti alla grande.
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