

La vittima, indigente con un figlio a carico è disoccupata da sei mesi, a causa di un licenziamento
Il 39enne Vincenzo C. , si è dato fuoco il 25 marzo mattina in piazza del Campidoglio a Roma. Ancora ignote le cause del suo gesto. L’uomo è stato ricoverato al centro grandi ustionati dell’ospedale sant’Eugenio,ma non sarebbe in gravi condizioni; ha ustioni di secondo e terzo grado per il 20% del suo corpo in particolare volto e torace.
A soccorrere il 39enne è stato un poliziotto in servizio presso piazza del Campidoglio per la visita dei Reali di Svezia. L’agente racconta di aver visto l’uomo arrivare passando sotto il portico dei musei capitolini, con un accendino in mano ed una bottiglia di alcool etilico, poi ha farfugliato qualcosa di incomprensibile, e cospargendosi di liquido infiammabile s’è dato fuoco.
In quegli attimi di concitazione il poliziotto ha repentinamente tolto il suo giubbotto e lo ha gettato sull’uomo per spegnerli le fiamme, poi insieme ai colleghi e alla polizia municipale hanno domato l’incendio mentre l’uomo era ancora a terra.
La vittima, indigente con un figlio a carico è disoccupata da sei mesi, a causa di un licenziamento avvenuto presso il panificio romano per cui lavorava, e secondo alcune dichiarazioni di un amico si apprende che Vincenzo C. non abbia potuto nemmeno ottenere il sussidio di disoccupazione, in quanto il suo ex datore di lavoro non ha versato correttamente i contributi.
Il sindaco Alemanno ha dichiarato di voler approfondire le motivazioni di un gesto cosi estremo, per poter poi successivamente intervenire in aiuto di questa famiglia in difficoltà. Insomma dietro questo atto cosi disperato molto probabilmente c’è una storia di indigenza, e il desiderio di farsi ascoltare dall’opinione pubblica.
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