Tor Sapienza:  l’ex Cerimant come centro culturale

Il ministero dei beni culturali ha stanziato 40 milioni di euro per la riqualificazione e la trasformazione dell'area militare in via Prenestina 931
Giulia Forestiere - 3 Gennaio 2017

Il ministero dei beni culturali ha stanziato 40 milioni di euro per la riqualificazione e la trasformazione dell’area militare dell’8° Cerimant, in via Prenestina 931.

Il progetto ha come idea di base il 104 parigino: dalle ceneri di un obitorio chiamato “L’officina del lutto” è nato un meraviglioso centro polifunzionale per concerti, atelier d’artista, mostre e convegni nel 19esimo arrondissement nella periferia di Parigi.

Ed è con lo stesso obiettivo che è nata l’idea di far nascere “uno stabilimento pubblico a carattere industriale e commerciale di cooperazione culturale” a Tor Sapienza.

Il progetto vuole la riqualificazione di un complesso di sette capannoni progettati dalla scuola dell’ingegnere Nervi come “esempio di archeologia industriale fantastico” che ora sono abbandonati.

Dal letame nascono i fiori: ambulanze, pulmini, veicoli militari, vetture di varia grandezza  e natura abbandonati in mezzo ad una folta vegetazione la cui altezza dimostra da quanto tempo siano stati lasciati in disuso. Qui e da questi mezzi dovrebbe nascere un polmone culturale, un polo formativo per “portare le persone dal centro alla periferia” dice Dario Franceschini. Un luogo privilegiato per far interagire differenti processi di cooperazione  tra  abitanti, musei,  istituzioni  locali, progetti culturali, istituzioni.

“La periferia è la città del nostro tempo della quale tutti siamo in un modo o nell’altro responsabili. Perciò sarebbe bene cominciare a studiarla con impegno e, possibilmente, con tolleranza” afferma Giancarlo De Carlo. E questo dovrebbe far pensare che è necessario imparare a leggere le periferie per tirar fuori tutte le potenzialità  e le possibilità che  offre per divenire un laboratorio di progetti  innovativi che puntano all’integrazione tra diverse discipline.

Quindi la riqualificazione non può prescindere dall’ascolto dello spazio sociale. Ascoltare per conoscere aiuta a esplorare la profondità dello spazio periferico per imparare finalmente a trasformarlo.

Di questo progetto Abitare a Roma si era occupato alcuni mesi fa. Sarebbe interessante e auspicabile che i cittadini del quartiere fossero interpellati su tempi e modalità dell’opera.


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