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Tor Tre Teste in festa per i 100 anni di Armando D’Alesio

Il 2 marzo 2023, consegnata una targa-ricordo del V Municipio

Ieri 2 marzo 2023 Armando D’Alesio ha festeggiato i suoi splendidi 100 anni, circondato dall’affetto dei suoi famigliari, innanzitutto il figlio unico Giuliano, per lui, tiene a precisare, oltre che figlio, un amico, con il quale non solo non ha mai litigato, ma con il quale ha condiviso scelte importanti, e poi il nipote Federico attualmente conduttore dell’azienda di famiglia, l’agenzia immobiliare Atid, depositaria di una conoscenza profonda del quartiere Tor Tre Teste fin dalla sua nascita negli anni dal 1966 al 1974. A festeggiarlo alcuni tra i suoi migliori amici e, ciliegina sulla torta, la presenza istituzionale del Presidente del V Municipio Mauro Caliste, l’assessore all’Ambiente Edoardo Annucci e il consigliere municipale Mauro Ferrari. Il presidente Caliste ha consegnato, con un breve discorso, la targa commemorativa, al vispo centenario scambiando con lui alcune simpatiche battute.

IL VIDEO di Alessandro Moriconi

Il tutto si è svolto in un’atmosfera sobriamente festosa, conclusa con una eccellente torta e un sobrio brindisi in cui il festeggiato ha rivelato il suo segreto di longevità: una vita senza eccessi, senza il fumo, con poco vino per accompagnare i pasti frugali, senza stravizi, guidato dalla moderazione, dal saper vivere, prendendo il verso giusto delle cose, circondandosi di amici sinceri e della simpatia delle donne che lo hanno variamente amato per la sua gioia di vivere, per il suo invincibile ottimismo.

 

Prima della cerimonia ho cercato di carpire dall’amico Armando altre notizie per i nostri lettori.

Armando è nato, terz’ultimo in una famiglia composta da dieci figli, nel paesino marchigiano di Petritoli in provincia di Ascoli Piceno. La sua famiglia nel 1932 si trasferì in un altro paese vicino, a Monte Gilberto (oggi, in provincia di Fermo) dove suo padre conduceva in mezzadria un fondo di circa 10 ettari. Da qui intuibili le origini e le capacità imprenditoriali della famiglia.

Nel 1937 Armando, a soli 14 anni, si trasferisce per lavoro a Roma e lavora in un’azienda agricola in località Parrocchietta al Trullo, come garzone addetto al trasporto di frutta e verdura con carretto e cavallo nelle zone centrali di Roma.

A questo proposito Armando racconta un episodio curioso capitatogli nel suo primo soggiorno romano. Il 6 maggio 1938, in occasione della visita di Hitler a Roma, scattarono imponenti misure di sicurezza che di fatto ostacolarono la sua attività di consegna dei prodotti agricoli ai clienti del Centro di Roma, essendo stata rivoluzionata la consueta viabilità. E così il giovanissimo Armando riuscì ad effettuare le sue normali consegne con molto ritardo e con rimproveri da parte del suo incredulo padrone.

Da quella prima esperienza di lavoro tuttavia Armando seppe risparmiare un bel gruzzoletto che lasciò stupefatto suo padre che esaminandolo disse: “Tu in un anno e mezzo hai guadagnato quanto me in una vita di lavoro”.

Nel 1948 Armando si sposa con Domenica Callarelli e, a luglio dello stesso anno, nasce suo figlio Giuliano. Intanto Armando dopo una sua felice esperienza di vendita immobiliare a Roma, si trasferisce definitivamente nel 1959 nella città eterna dove impazza il boom edilizio e dove, dopo aver superato l’esame per diventare agente immobiliare, si radica sempre più nel territorio di Tor Tre Teste, dando vita con il figlio Giuliano all’Atid, un’agenzia immobiliare storica del quartiere e che del quartiere, casa per casa, conosce si suol dire “vita, morte e miracoli”. Ad essa abbiamo dedicato tempo fa un articolo-intervista al quale qui rinviamo i lettori che volessero approfondire (“Immobiliare Atid, un’agenzia in simbiosi con Tor Tre Teste. Conoscenza del quartiere ed elevata professionalità alla base del successo di un’impresa a carattere familiare)

https://abitarearoma.it/immobiliare-atid-unagenzia-in-simbiosi-con-tor-tre-teste/

Concludo ripetendo, per me e per i lettori i segreti di lunga vita di Armando: non bere smodatamente, non fumare, essere discreti (scelgo questo eufemismo), moderazione in tutto meno che nell’amore.

Ma anche – io aggiungerei – una buona sorte coadiuvata dalla cura di se stessi. E, salutandomi,  l’amico Armando (che invidia!) mi mostra la sua dentatura: tutti denti suoi, beato lui!

E auguri di ogni bene, carissimo amico, che abbiamo avuto il privilegio di festeggiare in una struttura sportiva che molto deve ai sacrifici e alle capacità imprenditoriali della famiglia D’Alesio e al suo profondo amore per Tor Tre Teste.

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